Sabato, 27 Febbraio 2021

Coronavirus: fecondazione assistita e vaccino? 3 consigli degli esperti

Ubaldi (Sifes-Mr), 'la decisione va presa in accordo col ginecologo, dopo aver considerato età e riserva ovarica'

Coronavirus: fecondazione assistita e vaccino? 3 consigli degli esperti

Roma, 18 gen. (Adnkronos Salute) - Vaccinazione contro Covid-19, sì o no per chi sta cercando una gravidanza con la fecondazione assistita? Sempre più coppie desiderose di un figlio si stanno ponendo questa domanda; le indicazioni delle autorità sanitarie, in assenza di dati specifici nelle sperimentazioni, puntano sulla necessità di valutare caso per caso, studiando a fondo la singola situazione della donna o dell'uomo. "Chiaramente l'attenzione principale si rivolge alla futura mamma, al suo stato di salute, alla presenza di altre malattie croniche che possano esporla a rischi di forme gravi di Covid-19 o di complicanze della gravidanza, ma anche alla sua professione, se può rappresentare un ulteriore fattore di esposizione al virus Sars-Cov-2", spiega Filippo Maria Ubaldi, presidente della Società italiana fertilità e sterilità-Medicina della riproduzione (Sifes-Mr).


Ci sono anche altri fattori da tenere in conto. "Come specialisti in infertilità - evidenzia - suggeriamo che la decisione venga discussa con il ginecologo e che si tengano in considerazione i criteri di urgenza relativi, oltre alle condizioni generali della paziente, alla sua età e - aggiunge - alla riserva ovarica. Tutto ciò considerando che, nel 2017, oltre il 70% delle donne che si è sottoposto a un trattamento di fecondazione assistita erano 'over 35'. Per queste pazienti, anche solo pochi mesi possono fare la differenza nella buona riuscita del trattamento". Sono 3 le situazioni che possono verificarsi in questo momento e su cui l'esperto fa chiarezza.


La prima, l'aspirante mamma che lavora nella sanità e deve sottoporsi a breve alla vaccinazione come previsto dalla campagna vaccinale in corso in Italia. "Ci stanno contattando - spiega Ubaldi - molte donne che hanno già la data stabilita per fare la vaccinazione, e che però devono anche sottoporsi a un trattamento di Pma nell'imminenza. Ci chiedono: posso fare il vaccino e procedere con la Pma, oppure inizio il percorso di fecondazione assistita e rimando l'immunizzazione? In questo caso - risponde - si può fare il vaccino, perché il tempo che trascorre fra la prima e la seconda dose, più la manciata di giorni che la Società europea di riproduzione umana ed embriologia consiglia di aspettare dopo aver completato il ciclo vaccinale, non cambiano granché nella riuscita della Pma, e consentono di mettersi al sicuro dai rischi relativi al virus. Quindi, si può procedere con la prima dose, poi con la seconda dopo 3 settimane e poi attendere qualche altro giorno, senza che questo influisca negativamente sulla buona riuscita nell'iter della Pma", rassicura.


Il secondo caso è quello di un'aspirante mamma che si vaccinerà verosimilmente fra 5-6 mesi. In questa categoria rientra "la stragrande maggioranza delle pazienti dei centri di infertilità - evidenzia il presidente Sifes-Mr - che farà il vaccino a giugno, luglio, forse anche oltre. Ci domandano: devo aspettare il vaccino o posso intanto iniziare il percorso di Pma? Per queste pazienti prevalgono fattori come l'età e la riserva ovarica: il trascorrere di 5-6 mesi o più può fare davvero la differenza e ridurre le chance di successo per la Pma. In questo caso, si può consigliare di avviare il percorso di fecondazione assistita e successivamente valutare con il ginecologo la vaccinazione Covid-19".


Infine, le donne in gravidanza. Come già precisato dalle più importanti società scientifiche italiane di ginecologia, pediatria, neonatologia e rianimazione, la vaccinazione "e? una scelta personale e la donna deve in tutti i casi essere informata in maniera esaustiva dal suo medico di fiducia sui potenziali rischi del vaccino, ma anche sui rischi connessi all'infezione da Covid-19 in gravidanza, sia per la salute materna che fetale. Le donne incinte che non hanno una storia recente di infezione da Covi-19 né specifici fattori di rischio aggiuntivi possono considerare favorevolmente di ricevere il vaccino, che e? eseguibile in qualsiasi epoca di gravidanza".


"Le donne in cerca di una gravidanza, magari da anni, hanno un desiderio profondo di diventare madri - conclude Ubaldi - e spesso il tempo gioca contro di loro. La pandemia le ha già messe in grande difficoltà per lo stop ai trattamenti, la difficoltà di spostarsi e viaggiare. Per questo dobbiamo aiutarle nel prendere la decisione se sottoporsi alla vaccinazione o meno. Sappiamo che l'aumento dell'età materna si traduce in una riduzione del tasso di gravidanza e soprattutto in un aumento del rischio di aborto: per queste coppie, in presenza di una riserva ovarica scarsa, il tempo è oro. Quindi il consiglio è di affidarsi al parere del ginecologo che segue la donna nel suo iter terapeutico, considerando tutti i fattori importanti che devono influire su questa importantissima scelta".


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