Giovedì, 17 Giugno 2021
Salute

Covid: Garattini, 'da droghe a virus, così dalle fogne si veglia sulle città'

'Ricercatori Mario Negri tra pionieri, bene fondi in Dl Sostegni bis per rete monitoraggio'

Covid: Garattini, 'da droghe a virus, così dalle fogne si veglia sulle città'

Milano, 20 mag. (Adnkronos Salute) - Le droghe che si consumano nelle notti bianche, i farmaci più utilizzati, i virus che circolano: tutto quello che succede in città viene registrato. E per riavvolgere il nastro, basta guardare in un posto insospettabile: le fogne, prezioso specchio della società. Specchio dei consumi di sostanze, ma anche delle epidemie. A Milano, all'Irccs Mario Negri, sono sul campo da anni i pionieri di questa forma di sorveglianza, che oggi trova un riconoscimento dentro l'ultima versione del Dl Sostegni bis in arrivo. Nelle pieghe della bozza del provvedimento, infatti, è previsto un finanziamento di 5,8 milioni di euro proprio per istituire un'attività di sorveglianza sistematica del Sars-CoV-2 e delle sue varianti nelle acque reflue, che sarà svolta dal ministero della Salute e dall'Istituto superiore di sanità, con il supporto delle Regioni e delle Province autonome.


"Alcuni nostri ricercatori - spiega all'Adnkronos Salute Silvio Garattini, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri - sono quelli che hanno sostanzialmente inventato questo tipo di metodologia per monitorare inizialmente il consumo di sostanze d'abuso". Era il 2005 e i primi dati ottenuti, che svelarono la presenza di una quantità sopra le aspettative di 'scorie' di cocaina nel fiume Po, fecero il giro del mondo. Quel monitoraggio venne applicato anche alle acque reflue di altre città nel mondo e ci furono diversi studi. "Abbiamo impegnato questo sistema recentemente anche per studiare il coronavirus Sars-CoV-2 - sottolinea lo scienziato - e certamente, se ci saranno le condizioni e avremo risorse a disposizione, ci ripromettiamo di utilizzare questo tipo di metodologia e di svilupparla in questa direzione".


Quanto all'avvio della rete prevista dal Dl, "era importante che ci fosse un'organizzazione di questo tipo che sviluppa questa attività - commenta Garattini - Abbiamo l'Istituto superiore di sanità e altre organizzazioni che come noi sono in grado di implementare questo tipo di metodologia. E' importante questa sorveglianza per avere un'idea di qual è la percentuale di una certa variante che circola in una zona. Analizzando le fogne vicino al depuratore si può vedere cosa circola a Milano, per esempio, avendo un'idea non solo qualitativa, ma anche dell'entità per cercare di stabilire la percentuale di ogni variante presente. Certamente può essere molto utile a identificare segnali di allerta precoce. Bisognerà studiare la sensibilità della metodologia e vedere".


"Si tratta - precisa Garattini - di adattare qualcosa che già si fa, orientandola per questo determinato problema. E può essere molto importante non solo per le varianti di Sars-CoV-2 presenti e future, ma anche per sapere quanto virus circola in una certa società. Un monitoraggio che diventa importante soprattutto quando, dopo la vaccinazione di massa, ci sarà un ritorno graduale alla normalità".


In Gb si guarda alle acque reflue già adesso per sorvegliare sulla minaccia della variante indiana, in Spagna quello che alcuni esperti chiamano il 'modello Madrid' contempla fra le azioni proprio la conta del virus nelle acque reflue per identificare i quartieri più colpiti. L'Italia segue questo binario.


"E noi del Mario Negri - conclude il farmacologo - compatibilmente con le risorse economiche disponibili, perché ci vogliono persone che se ne occupino e attrezzature per fare questo tipo di esami, continuiamo a lavorare su questa strada. Serve investire risorse in questa direzione. E ben venga una disponibilità economica da parte del Governo per una rete di sorveglianza sulle acque reflue".


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