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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Salute

Covid: Iavicoli (Siml), 'con pandemia noi medici del lavoro fondamentali'

“Per la tutela della salute dei lavoratori sempre più malati cronici e con disturbi muscolo-scheletrici”


Roma, 20 dic. (Adnkronos Salute)() - ?Dal 16 dicembre ? in occasione della Giornata nazionale della medicina del lavoro - come Società italiana di medicina del lavoro (Siml) abbiamo aperto un Helpdesk, un servizio dedicato a tutti i lavoratori che necessitano di maggiori e scrupolose informazioni sul corretto utilizzo del green pass. Una nuova attività che si va a sommare alle varie iniziative che svolgiamo ogni giorno a supporto della tutela della salute dei lavoratori e della sicurezza dei luoghi di lavoro. La pandemia ha determinato un impatto importante sui luoghi di lavoro. In questo contesto il nostro ruolo è stato e continua ad essere fondamentale perché impegnati nella valutazione e nella gestione del rischio da Sars-CoV-2?. Così Ivo Iavicoli, Ordinario di Medicina del lavoro presso l?Università Federico II di Napoli e presidente della sezione Campania della Siml, all?Adnkronos Salute fa il punto sugli ultimi 20 mesi durante i quali i medici del lavoro sono stati in prima linea al fianco delle varie professioni anche attraverso la sorveglianza sanitaria, la vaccinazione, le campagne di informazione e i corsi di formazione.


La Società italiana di medicina del lavoro, fondata nel 1929, conta circa 1.700 soci e 12 sezioni territoriali. ?In questi oltre 90 anni abbiamo raggiunto molti traguardi ? ricorda Iavicoli -. Le patologie professionali sono fortemente diminuite come anche gli infortuni ma l?obiettivo resta sempre lo stesso: azzerare le morti dovute al lavoro, una vera emergenza?.


In aumento, invece, ? secondo l?esperto - le cosiddette malattie lavoro-correlate, tra le quali i disturbi dell?apparato muscolo-scheletrico, lo stress, i tumori professionali e, ?come stiamo osservando in questi ultimi mesi, anche le malattie causate da agenti biologici ? spiega Iavicoli - e che noi stiamo cercando di ridurre. Inoltre, l?età media dei lavoratori aumenta sempre di più e con essa anche i disturbi e le malattie croniche degenerative, quali ad esempio il diabete e le patologie cardiovascolari, dovute ad abitudini di vita e all?avanzare degli anni e che possono impattare sulla capacità lavorativa. Al tempo stesso, assistiamo a nuove forme di lavoro quali ad esempio il lavoro agile, il telelavoro e il fenomeno dei riders ma anche all?uso di nuove tecnologie come i nanomateriali, i cui effetti sulla salute non sono del tutto noti?.


In questi ultimi mesi, con l?emergenza pandemica, ?abbiamo cercato innanzitutto di seguire gli aggiornamenti scientifici sul Sars-CoV-2 ? sottolinea l?esperto - ci siamo impegnati nella valutazione e nella gestione del rischio nei luoghi di lavoro, adottando tutte le strategie per contrastare la diffusione del virus mediante misure di prevenzione e protezione quali l?attività di ricerca e gestione dei contatti sul luogo di lavoro di un caso confermato Covid-19, la vaccinazione, le campagne di informazione e i corsi di formazione rivolti ai lavoratori e focalizzati sull'importanza del distanziamento, dell?uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e della sanificazione?.


E - aggiunge - "ci occupiamo della identificazione e della valutazione dei soggetti vulnerabili in relazione alla possibilità di permanenza o di reintegro nei luoghi di lavoro, e a quest'ultimo proposito anche di coloro che hanno sofferto di forme severe di Covid-19. Un impegno costante che ha permesso di contenere la diffusione del virus negli ambienti di lavoro e di continuare così a svolgere le attività lavorative? conclude Iavicoli.


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