Sabato, 31 Luglio 2021
Salute

'Figliuolo e i Nas verifichino'

Francolino (Orsan), 'ritorno alla normalità o denunceremo i direttori sanitari'

'Figliuolo e i Nas verifichino'

Roma, 30 giu. (Adnkronos Salute) - Otto Rsa su 10 disattendono le disposizioni di legge. E' la denuncia che emerge dal primo Rapporto dell'Orsan, il comitato che rappresenta oltre 5.300 familiari di degenti nelle residenze sanitarie assistite, sulle modalità di accesso alle strutture su un campione di oltre 1000 Rsa italiane. Le violazioni - denuncia il rapporto - riguardano le visite permesse solo una volta alla settimana, a discrezione della Rsa, esclusi il sabato e la domenica, i giorni in cui ovviamente i familiari avrebbero più tempo, e per una durata massima compresa tra i 15 e i 25 minuti. Le uscite temporanee degli ospiti non sono concesse in 7 Rsa su 10, neanche per gli autosufficienti muniti delle certificazioni verdi Covid-19 come invece stabilito dall'articolo 2 quater della legge 87/21 del 17 giugno 2021.


"L'Italia è in zona bianca - dice il presidente di Orsan Dario Francolino - e il governo e il Parlamento hanno legiferato in modo chiaro. Adesso occorre vigilare che le Rsa italiane si attrezzino per il ritorno alla normalità, facendo sì che ospiti e familiari si incontrino in piena libertà, come prima della pandemia e i divieti imposti dalla direzione sanitaria siano limitati, come prevede l'ordinanza ministeriale, solo 'in presenza di un eventuale focolaio epidemico da Covid-19 con insufficiente controllo all'interno della struttura e/o di un alto rischio epidemiologico territoriale', circostanze - insiste Francolino - che oggi non sono presenti nel Paese. Se non sarà così, il comitato Orsan si prefigge di inondare le Rsa con una valanga di esposti e denunce alle prefetture e alla magistratura, predisponendo una class action e denunciando ad personam i direttori sanitari delle Rsa responsabili".


"Se il problema è la carenza di personale per l'organizzazione delle visite il Comitato - prosegue Francolino - si appella al generale Figliuolo, per trovare una soluzione condivisa, coinvolgendo l'esercito, i familiari o le associazioni di volontariato, gli studenti, le parrocchie per aiutare le Rsa a gestire i flussi di ingresso e al comandante dei Nas, generale Paolo Carra, affinché verifichi, come previsto dal Protocollo firmato con il ministero della Salute la situazione. L'alibi della variante Delta non deve essere utilizzato per provare a richiudere per sempre le strutture. I nostri cari non potrebbero sopravvivere a un'altra estate isolati. Sprangare tutto è facile. Il difficile è garantire la coesistenza di sicurezza e umanità".


L'Italia - conclude il presidente Orsan - deve decidere se il Green Pass Europeo in vigore da domani, 1 luglio, è uno strumento che garantisce l'immunità oppure no. Oggi tutti gli ospiti e i familiari che entrano in Rsa hanno il Green Pass. I vaccini proteggono anche dalla variante Delta o, nei casi peggiori, ne riducono decisamente le conseguenze cliniche, per cui non possiamo essere un Paese schizofrenico che toglie le mascherine, riapre i ristoranti anche all'interno, valuta la riapertura delle discoteche e poi abbandona i nostri affetti più cari cancellando affetti e costringendoli a vivere in solitudine e più spesso a morire senza il conforto della propria famiglia".


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