Martedì, 20 Aprile 2021

Perde mano per botto Capodanno, ricostruzione e protesi a Torino

Intervento per salvare parti dita e impianto di arto bionico - Lorenzo, 20 anni, 'inizio una nuova vita'

Perde mano per botto Capodanno, ricostruzione e protesi a Torino

Milano, 5 lug. (AdnKronos Salute) - Lorenzo, vent'anni, ha perso la mano destra per un botto di Capodanno. Ma può ancora muoverla, afferrare oggetti e compiere movimenti articolati come allacciarsi le stringhe della scarpa grazie a un complesso e delicato intervento eseguito Torino. Prima una ricostruzione parziale che ha permesso di salvare parte del mignolo e dell'anulare del ragazzo, poi l'impianto di una 'mano bionica' di nuova generazione. In campo i chirurghi dell'ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza del capoluogo piemontese e i tecnici dell'Officina ortopedica Maria Adelaide.


Oggi al Cto la presentazione del caso di Lorenzo Di Modica, giovane di Druento nel Torinese che il 1 gennaio scorso - ricostruiscono i sanitari - ha perso la mano destra in seguito allo scoppio di un petardo durante i festeggiamenti di Capodanno. Subito dopo l'incidente è stato trasferito in elisoccorso al Cto dove, con un'operazione di 3 ore, l'équipe di Bruno Battiston (Ortopedia e Traumatologia 2 a indirizzo Chirurgia della mano) è riuscita a ricostruire parti dell'anulare e del mignolo, amputando la porzione di mano compromessa così da permettere interventi microchirurgici ricostruttivi o il posizionamento più adatto di una protesi.


Grazie all'intervento è stato possibile conservare buona parte della muscolatura e nervi, in modo da garantire le connessioni per la protesi. Così l'Officina Maria Adelaide ha applicato a Lorenzo la 'i-Digits', protesi multiarticolata per amputazione parziale di mano, che si muove grazie a un sensore mioelettrico e a due batterie permettendo a chi la comanda di compiere movimenti semplici come indicare un oggetto e stringere la mano, o più elaborati come appunto prendere piccoli oggetti e allacciarsi le scarpe. "Sono molto contento - dice il giovane - E' stato un periodo durissimo. Gli ultimi mesi non sono stati semplici, ma adesso è arrivato il momento di guardare avanti. Una nuova fase della mia vita è appena iniziata", aggiunge Lorenzo che ringrazia "i medici del Cto e i tecnici di Officina ortopedica Maria Adelaide per il grande lavoro fatto e l'aiuto che sono riusciti a darmi".


"In urgenza - riferisce Giuseppe Massazza, direttore del Dipartimento di Ortopedia, Traumatologia e Riabilitazione della Città della Salute e dell'università degli Studi di Torino - Lorenzo è stato preso in carico e trattato da Elisa Dutto della Struttura di Ortopedia e Traumatologia 2, in servizio di reperibilità microchirurgica, per salvare ciò che rimaneva della mano con la prospettiva di un utilizzo basilare per alcune attività quotidiane".


Dutto definisce "fondamentale nell'attività del chirurgo della mano conoscere le possibilità di trattamento futuro sia dal punto di vista chirurgico che protesico, al fine di prendere le decisioni migliori per ridurre o rendere meno faticoso al paziente un percorso di cura impegnativo per la lunga e costante fisioterapia, oltretutto segnato da una forte componente psicologica". Per questo il percorso terapeutico coinvolge i chirurghi della mano diretti da Battiston, i fisiatri e i fisioterapisti diretti da Massazza, le psicologhe del Servizio di Psicologia clinica traumatologica dipartimentale e i tecnici delle officine protesiche.


"Questa protesi consente di accedere a una presa automatizzata, compiendo un piccolo movimento muscolare che Lorenzo ha già imparato - spiega Roberto Ariagno, direttore Officina ortopedica Maria Adelaide - C'è un accesso immediato, tramite App, a 12 modelli di presa pre-programmati, consentendo un'enorme versatilità e flessibilità nella personalizzazione della mano per una varietà di attività quotidiane".


Gli specialisti torinesi colgono l'occasione per rilanciare un messaggio contro l'uso di articoli rischiosi che continuano a fare vittime. "Ogni anno l'uso di botti e petardi causa lesioni devastanti principalmente alle mani - ammonisce Massazza - Il nostro augurio e lo scopo di campagne di informazione è che i giovani possano realizzare quanto sia devastante la lesione da scoppio, che di solito coinvolge la mano dominante".


"Talvolta si riescono a eseguire ricostruzioni con tecniche microchirurgiche riuscendo a salvare le parti lese, ma spesso la gravità del danno costringe ad amputazioni anche ampie - avverte Battiston - In urgenza il chirurgo deve decidere con rapidità quali parti poter salvare e la scelta è sempre legata alla possibilità di interventi ricostruttivi microchirurgici da effettuare successivamente oppure alla tipologia di protesizzazione da adottare. E' necessario usare la massima prudenza ed attenzione nell'acquistare e maneggiare petardi o materiali esplosivi, che spesso sono veri e propri ordigni".


"E' in via di definizione - anticipa Ariagno - un progetto che Cto e Officina ortopedica Maria Adelaide hanno presentato alla Città di Torino, al fine di realizzare una campagna di sensibilizzazione sui pericoli che possono scaturire dall'uso dei petardi. Il progetto è previsto nel periodo lontano dalle feste natalizie, proprio per lavorare in anticipo sul tema".


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