Martedì, 2 Marzo 2021

Ricerca: com'era fatto Sant'Ambrogio? Scienziati al lavoro a Milano

Studio sugli scheletri del patrono e dei 'colleghi' Gervaso e Protaso, il 2 ottobre i primi risultati

Ricerca: com'era fatto Sant'Ambrogio? Scienziati al lavoro a Milano

Milano, 27 set. (AdnKronos Salute) - Dal laboratorio alla cripta, per dare un volto - quello vero - a tre dei santi più cari alla città di Milano: Ambrogio, il patrono, e i 'colleghi' Gervaso e Protaso. I loro scheletri sono conservati nella Basilica ambrosiana e sono diventati materiale di studio per un nuovo 'cold case' affidato all'anatomopatologa Cristina Cattaneo. Nota alle cronache per essere stata in prima linea nelle indagini su diversi gialli di casa nostra, dalla saga delle Bestie di Satana agli omicidi Yara Gambirasio ed Elisa Claps, la scienziata coordina anche un gruppo di ricerca più 'celeste'. Impegnato appunto nella ricognizione dei corpi dei tre nomi da calendario.


"Uno studio scientifico multidisciplinare condotto sugli scheletri di Ambrogio, Gervaso e Protaso - annuncia la Diocesi di Milano - sta consentendo di giungere a una conoscenza sempre più precisa dei tratti somatici ed esistenziali dei tre santi maggiori attualmente conservati nella cripta della Basilica ambrosiana". E i primi esiti di quella che viene definita come una "campagna di ricerca" saranno illustrati martedì 2 ottobre alle 11, nella Sala Capitolare della Basilica di Sant'Ambrogio a Milano. Interverranno monsignor Carlo Faccendini, abate e parroco di Sant'Ambrogio; Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina legale e direttrice del Labanof-Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell'università Statale di Milano, coordinatrice del progetto; Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio di Milano; Elio Franzini, rettore dell'università degli Studi di Milano. Modera Carlo Capponi, responsabile dell'Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano.


"Promosso dalla Basilica di Sant'Ambrogio sotto l'alto patrocinio della Diocesi di Milano, in occasione dei 150 anni dal rinvenimento dei tre scheletri (gennaio 1864) e a 50 anni dall'ultima apertura della teca in occasione della traslazione del corpo di sant'Ambrogio in Duomo (1974) - spiega la Diocesi - lo studio è stato condotto dall'università degli Studi e dall'Istituto ortopedico Galeazzi di Milano, con l'alta sorveglianza della Soprintendenza archeologia Belle arti e Paesaggio".


Il team guidato da Cattaneo ha avuto il compito di eseguire "la ricognizione e l'esame antropologico dei resti di Ambrogio, Gervaso e Protaso; la valutazione dello stato di conservazione e le indagini radiografiche e Tac degli scheletri; un esame del sarcofago in porfido che ha contenuto i santi fino alla metà dell'Ottocento; ricerche di archivio e storiografiche".


In campo anche le monache benedettine dell'Isola di San Giulio d'Orta (Novara), che si sono occupate del restauro dei preziosi paramenti dei tre santi, e le suore del Monastero di Viboldone in San Giuliano Milanese, che hanno restaurato i documenti cartacei.


Questi i docenti, i ricercatori e gli studiosi coinvolti che saranno presenti all'incontro con la stampa: Cristina Cattaneo e Davide Porta (Labanof - Dipartimento di Scienze biomediche per la salute, università Statale Milano); Nicola Ludwig e Letizia Bonizzoni (Dipartimento di Fisica applicata); Silvia Bruni e Vittoria Guglielmi, (Dipartimento di Chimica); Francesca Cappitelli (Dipartimento di Scienze per gli alimenti, la nutrizione e l'ambiente); Luca Sconfienza e Fabrizio Pregliasco (Irccs Istituto ortopedico Galeazzi); Fabrizio Slavazzi (Dipartimento di Beni culturali e ambientali); Marco Petoletti (università Cattolica); Miriam Tessera (Archivio capitolare della Basilica ambrosiana); Antonella Ranaldi, Annamaria Fedeli, Laura Paola Gnaccolini e Paolo Savio (Soprintendenza archeologia Belle arti e Paesaggio).


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