Martedì, 2 Marzo 2021

Ricerca: la memoria si allena di notte, ecco tecnica che la stimola nel sonno

Scienziati l'hanno testata, migliora archiviazione senza disturbare riposo

Ricerca: la memoria si allena di notte, ecco tecnica che la stimola nel sonno

Milano, 24 lug. (AdnKronos Salute) - Andare a letto con un marchingegno in testa che 'culla il cervello' con delicate scosse. La notte non è fatta solo per sognare. Fra le braccia di Morfeo si può migliorare la memoria. E' la promessa di una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva che viene erogata proprio durante il sonno. L'ha testata un team di scienziati su un gruppo di volontari e sembra che il sistema sia in grado di incidere sulla capacità di archiviazione, senza disturbare il riposo.


I risultati sono pubblicati su 'JNeurosci' (The Journal of Neuroscience) e arrivano da un progetto finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Obiettivo: comprendere meglio il processo di consolidamento della memoria, che potrebbe tradursi in una migliore funzione sia in popolazioni sane che nei pazienti. Gli esperti ritengono che il trasferimento di ricordi dall'ippocampo alla neocorteccia per l'immagazzinamento a lungo termine sia reso possibile dalla sincronizzazione di queste due parti del cervello durante il sonno.


Nicholas Ketz, Praveen Pilly e colleghi dell'University of New Mexico hanno quindi cercato di migliorare questo processo naturale di riattivazione notturna, o 'replay neurale', per rinforzare la memoria con un sistema di stimolazione transcranica a corrente alternata a ciclo chiuso, corrispondente alla fase e alla frequenza delle continue oscillazioni a onda lenta durante il sonno.


I partecipanti sono stati addestrati e testati con un compito di discriminazione visiva in cui dovevano trovare persone e oggetti nascosti, potenzialmente pericolosi, come cecchini nemici e dispositivi esplosivi. I ricercatori hanno scoperto che quando i partecipanti ricevevano la stimolazione notturna nel laboratorio del sonno, il giorno successivo mostravano prestazioni migliori nel rilevare obiettivi in ??situazioni simili ma nuove, rispetto a quando non ricevevano la stimolazione. Questo, osservano gli autori dello studio, suggerisce un'integrazione dell'esperienza recente in una memoria più robusta e generale. I cambiamenti di memoria durante la notte, continuano gli scienziati, sono correlati con i cambiamenti neurali indotti dalla stimolazione, che potrebbero essere utilizzati per ottimizzare le applicazioni future. I risultati, concludono, forniscono un metodo per migliorare il consolidamento della memoria, mentre si dorme comodamente nel proprio letto.


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