Venerdì, 5 Marzo 2021

Salute: la notte perfetta è di 6-8 ore, più o meno sonno rovina il cuore

Diversi studi al Congresso Esc confermano l'importanza di Morfeo per evitare malattie

Salute: la notte perfetta è di 6-8 ore, più o meno sonno rovina il cuore

Milano, 27 ago. (AdnKronos Salute) - La notte perfetta deve durare da 6 a 8 ore. Non di meno, ma neanche di più, perché riposare per un numero di ore inferiore a 6 aumenta di circa il 10% il rischio di malattie coronariche o di ictus, mentre se si superano le 8 ore il pericolo per cuore e cervello cresce di un terzo.


La 'formula del sonno giusto' arriva dal Congresso della Società europea di cardiologia Esc, in corso a Monaco di Baviera. Al meeting tedesco vengono presentati diversi studi che indagano il ruolo di Morfeo sulla salute cardiovascolare, ma uno di questi - una metanalisi di più ricerche - punta a fare definitivamente chiarezza su quanto si debba o si possa restare sotto le lenzuola. Non meno di 6 ore, appunto, né più di 8.


Il lavoro - firmato dal team greco di Epameinondas Fountas del Centro di chirurgia cardiaca Onassis di Atene - ha preso in considerazione 11 studi prospettici pubblicati negli ultimi 5 anni, che hanno coinvolto complessivamente oltre un milione di adulti senza patologie cardiovascolari. Il totale reclutati è stato suddiviso in due gruppi: quelli che dormivano meno di 6 ore e quelli che dormivano più di 8, confrontati con un gruppo di riferimento che registrava da 6 a 8 ore di sonno. Gli scienziati hanno calcolato che, rispetto ai controlli (6-8 ore), sia i dormitori brevi (meno di 6) sia quelli lunghi (più di 8) rischiavano di rispettivamente l'11% e il 33% in più di sviluppare patologie coronariche o ictus, o addirittura di morirne, nei successivi 9,3 anni in media.


"I nostri risultati - commenta Fountas - suggeriscono che troppo sonno o troppo poco può essere dannoso per il cuore. Sono necessarie ulteriori ricerche per capire esattamente il perché, ma sappiamo che il sonno influenza processi biologici come il metabolismo dello zucchero, la pressione sanguigna e l'infiammazione, che hanno tutti un impatto sulle malattie cardiovascolari". In ogni caso, aggiunge, "si stanno accumulando prove del fatto che la prolungata privazione del sonno notturno o il sonno eccessivo dovrebbero essere evitati".


Secondo Fountas, "la buona notizia è che ci sono molti modi per adottare la sana abitudine di dormire da 6 a 8 ore: per esempio andando a letto e alzandosi sempre alla stessa ora tutti i giorni, evitando alcol e caffeina prima di coricarsi, mangiando in modo sano e mantenendosi fisicamente attivi".


Altri due lavori in vetrina all'Esc 2018 si concentrano sui rapporti fra sonno e cuore. Uno presentato da Moa Bengtsson dell'università di Göteborg, in Svezia, l'altro illustrato da Fernando Dominguez del Centro nazionale per la ricerca cardiovascolare di Madrid, in Spagna.


Lo studio scandinavo - su quasi 800 maschi cinquantenni, interrogati con un questionario e seguiti per 21 anni - conclude che "gli uomini di 50 anni che dormono 5 ore per notte o meno hanno un rischio doppio di sviluppare eventi cardiovascolari maggiori entro l'età di 71 anni, rispetto a quelli che riposano 7-8 ore. Nella nostra ricerca - tiene a evidenziare l'autrice - l'entità dell'aumento di rischio cardiovascolare associato a un sonno insufficiente è simile a quella dell'aumento legato a fumo o diabete a 50 anni".


Il lavoro spagnolo - su quasi 4 mila adulti sani di mezza età (età media 46 anni, il 63% maschi), monitorati per 7 giorni in modo da registrare la quantità e la qualità del sonno - sentenzia che "dormire meno di 6 ore o svegliarsi diverse volte durante la notte, quindi avere un sonno frammentato, aumenta il rischio di aterosclerosi asintomatica che in silenzio indurisce e restringe le arterie". Perché a letto non conta solo 'quanto', ma anche 'come'.


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