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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Salute

Salute: Raffaeli (Isal), 'dolore cronico non va sopportato ma curato ogni giorno'

'Colpisce 13 milioni di italiani, ci sono cure ma serve più informazione anche tra i medici'


Roma, 3 mar. (Adnkronos Salute) - ?Il dolore non va sopportato ma curato perché oggi, a quel dolore, possiamo rispondere con cure efficaci all?80%. I medici devono sapere che ci sono centri specialistici dove il dolore è diagnosticato curato e preso in carico. Quando il dolore è la condizione maggiore di malattia non va sottovalutato perché ti rinchiude dentro una disabilità funzionale che sottrae relazione e porta depressione, ti trasforma?. Così William Raffaeli, medico, esperto in Terapia del dolore, già presidente di Federdolore e presidente della Fondazione Isal, Istituto di Formazione e Ricerca in Scienze Algologiche, intervenendo al webinar ?Dolore cronico. Perché non rassegnarsi?, il digital talk della serie ?Scelte di Salute? promosso da Sandoz e trasmesso in diretta streaming sui canali web di Adnkronos.


?Il dolore cronico ? ha spiegato Raffaeli - persiste per oltre 3 mesi e non scompare da solo se non si cura. Purtroppo più di 13 milioni di persone vivono con un dolore che ogni giorno sentono e che appartiene a molte patologie come: artrite, artrosi, mal di schiena, fibromialgie, fuoco di Sant?Antonio. Colpisce tutta la popolazione con una prevalenza che aumenta con l?età. Il dolore cronico persiste: se non lo curi tutti i giorni, come ogni malattia cronica,si riduce l?autonomia e si genera sofferenza?.


Sul versante delle cure, l?impiego degli antinfiammatori, indicato da quasi il 30% degli intervistati di un recente sondaggio di Emg Different, secondo Raffaeli è dovuto a decenni di comunicazione ?sull?uso dei Fans per il dolore?. Nessuno, ?si permetterebbe di prendere un antipertensivo senza aver parlato con il medico. Così con il dolore ? ha continuato il presidente di Isal - bisogna riconoscerlo e fidarsi di un percorso sanitario che ha, al primo livello, il medico di medicina generale che indirizza a specialisti di secondo livello, nei centri di terapia del dolore ospedalieri e di terzo livello, nei centri specialistici?.


Se l?antinfiammatorio non risolve, c?è l?oppioide ?straordinario farmaco lenitivo di sofferenze, ma misconosciuto e genera paura, mentre non si sa che spesso è molto più utile dell?antinfiammatorio. Bisogna smontare questa correlazione?, ha aggiunto l?esperto.


Commentando il fatto che solo un terzo del campione conosce l?esistenza della legge sul dolore, Raffaeli ha osservato: ?Drammaticamente abbiamo una legge poco conosciuta dai cittadini, ma questo è il male minore non serve una legge per essere curato, ma abbiamo una legge che obbliga i presidi sanitari di prendere incarico il dolore, cosa disattesa dalle stesse strutture sanitarie per medici poco informati o che sottostimano il dolore? conclude.


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