Mercoledì, 23 Giugno 2021
Salute

Salute: 'Sm3.0', arriva App per parlare col proprio medico di famiglia

Uno 'studio medico digitale' per comunicare, fare videoconsulti e condividere ricette mediche

Salute: 'Sm3.0', arriva App per parlare col proprio medico di famiglia

Roma, 10 dic. (Adnkronos Salute) - Garantire una perfetta continuità assistenziale al paziente, favorendo il dialogo con il medico, da remoto e in totale sicurezza. È questo l'obiettivo dell'Applicazione SM3.0 (Studio Medico 3.0), disponibile e scaricabile gratuitamente dai dispositivi Android e a breve anche iOS, che beneficia del contributo incondizionato di Angelini Pharma, impegnata a fianco dei medici di medicina generale per sostenere e facilitare il loro lavoro non solo in questo momento di estrema emergenza, ma anche in futuro, considerato il ruolo fondamentale che la telemedicina sta giocando nel ridisegnare il sistema sanitario attraverso la salute e le cure digitali.


"In questo momento difficile ci siamo chiesti come poter essere vicini alla classe medica, duramente colpita dalla pandemia di Covid-19, purtroppo anche in termini di vite umane", ha spiegato Rosita Calabrese, Country Manager di Angelini Pharma. "Negli ultimi mesi, la comunicazione medico-paziente è cambiata perché molti studi hanno dovuto limitare gli accessi per non creare assembramenti che potessero favorire il contagio. L'emergenza sanitaria è stata l'occasione per sperimentare nuove soluzioni per la presa in carico dei pazienti e l'opportunità per definire nuovi metodi di cura, verso un modello di sanità più connesso e sostenibile".


"Abbiamo deciso di sostenere la App SM 3.0 - prosegue - che permette ai medici di famiglia di continuare a svolgere il loro lavoro in totale sicurezza, con uno strumento che garantisce la continuità terapeutica non solo ai pazienti in quarantena ma anche a quelli affetti da patologie croniche che devono essere tenute sotto stretto controllo. L'App SM3.0 consente ai pazienti di comunicare con il proprio medico in totale sicurezza, evitando assembramenti negli studi medici".


L'app - dettaglia una nota - nasce dal lavoro di Nusa servizi. "L'app SM3.0 - spiega Massimo Magi, presidente di Nusa - è un sistema che garantisce un elevato livello di sicurezza, sia perché integra una funzione di video consulto, sia perché abbiamo adottato le soluzioni più avanzate in materia di protezione della riservatezza dei dati, garantendo un livello di tutela assolutamente in linea con le più rigorose disposizioni in materia. Infine, si tratta di un sistema che sviluppa una nuova dimensione nel lavoro del medico di famiglia accanto al cittadino, dato che nel giro di pochi mesi integrerà diversi dispositivi di telemedicina, in modo da raccogliere in un unico flusso di dati tutte le informazioni del paziente e aiutarci a prenderci cura della persona in modo davvero globale".


L'app SM3.0, promossa dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) - spiega la nota - permette al paziente di comunicare con il medico anche attraverso una chat; avere sotto controllo il calendario - continuamente aggiornato - del proprio medico e delle eventuali chiusure in programma dello studio; effettuare le visite in videoconferenza; inviare e ricevere referti, impegnative per esami e ricette mediche nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Tutto questo a beneficio della salute pubblica perché permette di non creare assembramenti negli ambulatori dei medici di famiglia, evitando di favorire il contagio, nonché la possibilità di un monitoraggio a distanza e/o domiciliare dei principali parametri clinici di una persona (saturazione, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura).


A seguito della pandemia di Covid-19, è emerso il ruolo fondamentale della telemedicina nella presa in carico dei pazienti: secondo i recenti dati pubblicati dall'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, 3 medici su 4 ritengono che sia stata decisiva nella fase di emergenza e il 36% continuerà ad utilizzarla per il monitoraggio a distanza dei pazienti. E per il 61% degli italiani la telemedicina avrà un ruolo importante nella gestione della sanità anche una volta superata l'emergenza coronavirus.


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