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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Salute

Sanità: allarme Cns, 2022 anno nero per raccolta plasma, sotto livelli lockdown

Autosufficienza lontana con -20mila kg in un anno, Italia costretta a ricorrere al mercato estero


Roma, 12 gen. (Adnkronos Salute) - Il 2022 è stato un anno nero per la raccolta di plasma. Sono stati raccolti 842.949 chili, circa 20mila in meno rispetto al 2021, quando se n?erano raccolti 862.401. In definitiva il calo percentuale del 2,3% fa sì che la raccolta della parte liquida del sangue, necessaria alla produzione di farmaci salvavita, sia addirittura inferiore ai livelli del 2020, quando i mesi di lockdown avevano fatto sentire i loro effetti su tutto il sistema sanitario nazionale. E' l'allarme lanciato dal Centro nazionale sangue (Cns)


La causa principale del crollo della raccolta - si legge in una nota - è ascrivibile all?andamento dell?epidemia di Covid e in particolare alla variante Omicron, come dimostrato nei monitoraggi mensili pubblicati sul sito del Cns. In corrispondenza dei picchi di contagi segnalati a gennaio, aprile e luglio infatti sono corrisposte brusche frenate nella raccolta di plasma (rispettivamente -10%, -13% e -6,7% rispetto all?anno precedente). Nonostante l?impegno messo in campo ogni giorno, i servizi trasfusionali devono fare i conti con una grave carenza di personale, che incide inevitabilmente anche sulle attività di raccolta di sangue e plasma.


Questi numeri, dopo la ripresa registrata l?anno scorso, allontanano ulteriormente l?Italia dall?obiettivo autosufficienza. Per soddisfare il fabbisogno di medicinali plasmaderivati come l?albumina e le immunoglobuline il nostro paese è stato costretto a rivolgersi sempre maggiormente al mercato estero. L?Italia importa principalmente dagli Stati Uniti, dove pure la raccolta ha segnato il passo dal 2020, e questo ha comportato da un lato un aumento dei prezzi di questi prodotti e dall?altro il rischio che in futuro sarà difficile reperire farmaci utilizzati largamente anche in terapie salvavita.


"Il plasma è una risorsa fondamentale per il sistema sanitario nazionale - spiega Vincenzo De Angelis, direttore del Centro nazionale sangue ? eppure sono ancora in pochi a essere a conoscenza della sua importanza. Contrariamente ai globuli rossi, l?Italia non è autosufficiente per il plasma e questo ci espone a dei rischi che, come ci ha fatto capire il Covid, sono meno ipotetici di quanto non ci aspettassimo. Fortunatamente la generosità degli italiani non è mai venuta meno, neanche nei momenti più bui della pandemia, e ci sono intere categorie di potenziali donatori che sarebbero ideali per il plasma, chi ha il gruppo sanguigno AB per esempio, o le donne, per un minore impatto su riserve di ferro e sui valori di emoglobina. Alla fine basterebbe solo uno sforzo in più da parte di tutti gli attori del sistema".


Per risolvere il problema delle carenze - informa infine la nota del Cns - l?Italia è impegnata, con numerosi partner europei e internazionali, nel progetto Supply che potrà fornire strumenti utili a incrementare la raccolta di plasma da donazioni volontarie e non remunerate nei paesi membri dell?Ue.


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