Domenica, 7 Marzo 2021

Sanità: Eni Salute e Fimmg insieme per assistenza lavoratori

Progetto per piattaforma digitale di condivisone dati

Sanità: Eni Salute e Fimmg insieme per assistenza lavoratori

Cagliari, 3 ott. - (AdnKronos Salute) - Raggiungere in pochi secondi il proprio medico di famiglia anche se si è all'estero per motivi di lavoro. Grazie ad una piattaforma digitale che permette di condividere dati sulla medicina del lavoro e scambiare informazioni in piena sicurezza. È il progetto di collaborazione tra Eni Salute e la Fimmg presentata ieri al 75.esimo congresso nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) in corso a Cagliari. La salute in Eni coinvolge tre aree: la medicina del lavoro svolta in relazione agli obblighi di legge, l'assistenza medica e la gestione delle emergenze sanitarie rivolta alle persone di Eni in tutto il mondo e la salute globale.


"Eni è interessata a un rapporto con Fimmg per i comuni obiettivi della ottimizzazione e del miglioramento dell'accesso all'assistenza medica dei lavoratori e dei loro familiari e della promozione della salute - ha spiegato Filippo Uberti, senior vice presidente di Eni Salute - Anche utilizzando le opportunità che ci sono offerte dalla digitalizzazione che sta via via interessando tutti settori, anche quello della salute. Il settore della salute in Eni coinvolge circa 700 operatori in 71 Paesi nel mondo per garantire a 31.000 persone assistenza medica, risposta alle emergenze, iniziative di promozione della salute e anche progetti di salute per la comunità. Operiamo - ha ricordato Uberti - in tutto il mondo con più di 18 partner scientifici e l'obiettivo nella giornata di oggi è anche quello di sviluppare un rapporto di collaborazione con la Fimmg".


"Da questo congresso parte una collaborazione con l'Eni - ha affermato Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg - un'azienda che porta non solo l'esperienza italiana nel mondo ma molti italiani nel mondo che quindi, in qualche modo, rischiano di non mantenere il loro contatto con il medico di famiglia di origine. Un rapporto fondamentale, soprattutto nell'evoluzione dei rischi professionali connessi al lavoro che si fa".


"Eni - ha evidenziato Scotti - rileva la necessità di un progetto di protezione che parta dal rapporto con il proprio medico di famiglia e che continui anche sulle piattaforme dell'Oceano Indiano, piuttosto che in Ghana o in altri paesi del mondo. Un legame di fiducia che, attraverso sistemi digitali, garantisca a questi cittadini italiani di continuare a usufruire del Servizio sanitario nazionale anche fuori dal Paese".


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