Mercoledì, 3 Marzo 2021

Trapianti: primo di utero in Italia, paziente dimessa in ottime condizioni

Cnt, la 29enne siciliana operata a Catania è tornata a casa dopo 17 giorni di ricovero

Trapianti: primo di utero in Italia, paziente dimessa in ottime condizioni

Milano, 10 set. (Adnkronos Salute) - "E' tornata a casa dopo 17 giorni di ricovero ed è in ottime condizioni la paziente siciliana sottoposta al primo trapianto italiano di utero". Lo comunica il Centro nazionale trapianti (Cnt) ricordando che "la donna, 29 anni, affetta da sindrome di Rokitansky e nata senza l'organo, era stata operata a Catania il 21 agosto scorso da un'équipe composta da medici e operatori sanitari del Centro trapianti del Policlinico e dell'Ospedale Cannizzaro. Il trapianto era stato possibile grazie a una sperimentazione approvata dal Cnt nel 2018 e dopo la ricerca durata oltre un anno di una donatrice deceduta compatibile".


"Il decorso post-operatorio ha mostrato la totale assenza di complicazioni - spiega Pierfrancesco Veroux del Policlinico di Catania - Non c'è stato nessun sanguinamento, frequente in questo tipo di trapianti, e l'organo risulta perfettamente perfuso, il che lascia ben sperare per il percorso successivo che porterà la paziente a cercare una gravidanza. Ora si apre una fase molto delicata: la signora resterà sotto stretto controllo clinico per i prossimi 6 mesi, attraverso un monitoraggio attento dei livelli di immunosoppressione e delle eventuali infezioni opportunistiche alle quali tutti i trapiantati possono andare incontro".


"Si è trattato di un intervento estremamente complesso, ma siamo molto soddisfatti - dice Paolo Scollo dell'Ospedale Cannizzato - Gli esami minuziosi eseguiti finora hanno confermato l'assenza di rigetto e questo ci rende fiduciosi. Continueremo con le biopsie periodiche, ogni 15 giorni per i primi 2 mesi e poi ogni 30 per i successivi 3, in modo da poter verificare costantemente la tenuta del trapianto. A quel punto potremo iniziare il percorso di procreazione medicalmente assistita con gli ovociti prelevati alla paziente poco prima dell'intervento. Il tutto per raggiungere l'obiettivo del trapianto: ovvero che la signora porti a termine una gravidanza".


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