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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Salute

Tumori: dermatologa Fargnoli su melanoma, 'attenzione al sole anche d’inverno'

La docente dell’Uniaq ad Alleati per la Salute, 'prevenzione tutto l’anno, controlli dai 13 anni di età'


Roma, 2 dic. (Adnkronos Salute) - La prevenzione primaria del melanoma tende a ridurre l'incidenza del tumore rimuovendo le cause che lo provocano. Per questo il primo passo è evitare l'eccessiva esposizione al sole (raggi ultravioletti naturali) e a lampade abbronzanti (raggi ultravioletti artificiali). ?Non solo durante il periodo estivo. La possibilità che il melanoma sviluppi metastasi, invadendo altri organi del corpo, è direttamente correlata al suo spessore; prima si riesce a intervenire, migliori sono le possibilità di cura e guarigione, in caso di assenza di metastasi. Lo screening dermatologico assume, quindi, il valore di una pratica salvavita?. Così Maria Concetta Fargnoli, direttore Uoc Dermatologia generale ed oncologica presso la Asl 1 Abruzzo e professore ordinario di Dermatologia e venereologia all?Università degli Studi dell?Aquila, in un?intervista pubblicata sul sito di Alleati per la Salute (www.alleatiperlasalute.it ), il portale dedicato all?informazione medico-scientifica realizzato da Novartis.


?La visita dermatologica ? spiega Fargnoli - è raccomandata non solo agli adulti ma anche ai giovani a partire dalla pubertà (13-14 anni). Tutti dovrebbero sottoporsi a controlli regolari con cadenza annuale ma in presenza di fattori di rischio, la frequenza del follow-up deve essere ridotta. Lo specialista, oltre alla visita clinica, si avvale di tecniche diagnostiche non invasive quali la dermatoscopia, in cui attraverso uno strumento munito di luce e di lente è possibile vedere strutture non percepibili ad occhio nudo, aumentando considerevolmente la capacità diagnostica?.


Il melanoma è un tumore maligno che si sviluppa a partire dai melanociti, le cellule che producono la melanina, presenti nello strato basale dell?epidermide. ?A livello morfologico ? aggiunge l?esperta - questa neoplasia risulta essere molto variabile e si manifesta più frequentemente sul dorso nel sesso maschile ed a livello degli arti inferiori nel sesso femminile?.


Riguardo ai tassi di incidenza in Italia, al momento ?sono pari a 11-12 nuovi casi all?anno su 100.000 persone ? ricorda Fargnoli -. Il melanoma si manifesta prevalentemente tra i 40 ed i 50 anni nella popolazione femminile e tra i 50 e i 60 anni in quella maschile?. Grazie alle campagne di prevenzione e di screening, che permettono di intercettare la malattia in uno stadio precoce, offrendo la possibilità di una maggiore efficacia di intervento e cura, ?nell?ultimo decennio ? sottolinea Fargnoli - in Italia è stata registrata una lieve diminuzione del tasso di mortalità nel sesso maschile e una sostanziale stazionarietà in quello femminile, con valori intorno a 2-3/100.000/anno?.


Fra i fattori che aumentano il rischio di sviluppare il melanoma, l?esposizione ai raggi solari, come testimoniano i dati epidemiologici connessi a questi diversi aspetti: area geografica; aumento dell?incidenza al diminuire della latitudine; caratteristiche fenotipiche dei pazienti: rischio aumentato negli individui di pelle chiara e fototipi specifici; sede di insorgenza; aumento del rischio nelle regioni corporee più esposte al sole.


I danni determinati dalle radiazioni ultraviolette possono essere diversi e dipendono dal tipo di radiazioni: Uvb, con lunghezza d?onda di 280-320 nm, si limitano a raggiungere lo strato basale dell'epidermide e causano le cosiddette "scottature" tipiche dell?estate; Uva, con lunghezza d?onda di 320-400 nm, penetrano più in profondità nel derma, contribuendo al fotoinvecchiamento. Un altro elemento conclamato di rischio è rappresentato dalle lampade o lettini solari, che per questo motivo sono stati classificate dall?International Agency for Research on Cancer come agenti carcinogeni di gruppo 1 e quindi vietati sotto i 18 anni.


Il controllo delle lesioni pigmentate è una pratica fondamentale, che può essere gestita anche grazie all?autoesame della cute. Ma quali sono le tempistiche e le modalità migliori da adottare? ?L?autoesame ha un ruolo fondamentale nella prevenzione del melanoma ? sostiene Fargnoli - e va svolto in maniera metodica e costante, sia prima che dopo l?estate. Mensilmente o ogni due mesi il paziente dovrebbe ispezionare tutta la sua superficie corporea, potendo anche avvalersi di un supporto fotografico, per individuare l?eventuale insorgenza di nuove lesioni o cambiamenti di quelle pre-esistenti, seguita tempestivamente da una visita specialistica?.


Durante l?autoesame, è importante saper identificare il segnale del cosiddetto ?brutto anatroccolo?, un neo con caratteristiche diverse da tutti gli altri, e attenersi alla regola dell?Abcde (Asimmetria, bordi irregolari, colore disomogeneo, dimensioni superiori ai 6mm, evoluzione) per individuare le lesioni da monitorare con molta attenzione, con particolare riferimento a quelle che cambiano rapidamente.


Non appena si scopre qualche anomalia, bisogna rivolgersi subito a un dermatologo. Le regolari visite di controllo sono fondamentali per tutti, ma vanno effettuate ?possibilmente prima della stagione estiva, soprattutto negli individui di carnagione più scura ? avverte Fargnoli - nei quali le lesioni cutanee possono subire dei cambiamenti, spesso transitori, con l?esposizione solare?. Questa indicazione è spiegata dal fatto che nei pazienti con carnagione più scura, a differenza di quelli con pelle chiara, i nei sono più scuri e l'abbronzatura tende a essere più forte e, quindi, a impedire una chiara visione della struttura dei nei attraverso la dermatoscopia, perché diventano tutti neri e possono sembrare più pericolosi di quanto effettivamente siano.


Per salvaguardare il più possibile la salute della pelle, i comportamenti da adottare comprendono l?esposizione controllata al sole, già dall?infanzia; evitare l?esposizione al sole nelle ore centrali della giornata; utilizzare indumenti fotoprotettivi, come cappello, occhiali, magliette; applicare creme solari ad alta protezione (Spf 50), che contengano filtri anti-Uvb e anti-Uva; evitare il ricorso a lampade/lettini solari.


?Le persone a rischio devono essere particolarmente attente a svolgere controlli dermatologici in maniera regolare. In questa categoria rientrano individui con storia familiare o personale di melanoma, con carnagione, occhi e capelli chiari, che presentano un elevato numero di nevi, che hanno o hanno avuto un?esposizione solare o a sorgenti artificiali non corretta o che fanno terapie oncologiche ed immunosoppressive?, conclude Fargnoli.


L?articolo completo è disponibile su: https://www.alleatiperlasalute.it/whatsapp-con-il-medico/melanoma-i-danni-del-sole-e-la-prevenzione


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