Vaccini: fiducia resta bassa in Europa ma in Italia risale, maxi-sondaggio su Lancet

Fake news online minacciano programmi immunizzazione in tutto il mondo

Vaccini: fiducia resta bassa in Europa ma in Italia risale, maxi-sondaggio su Lancet

Milano, 11 set. (Adnkronos Salute) - Rimane bassa in Europa la fiducia nei vaccini, se paragonata ad altre regioni del mondo. Nella sua 'pancia' il vecchio Continente mette insieme anime diverse, situazioni diverse, e anche l'atteggiamento verso le iniezioni scudo mostra un'estrema variabilità. Si passa da una fiducia ferma al 19% in Lituania a una più diffusa al 66% in Finlandia. Ma non si va oltre questa percentuale. E' il range osservato al 31 dicembre 2019. Ma, guardando i trend, emergono segnali di risalita in alcuni Paesi. Fra questi proprio l'Italia, che in passato è finita sotto i riflettori per dati di coperture vaccinali in discesa libera e oggi dal sondaggio risulta fra le aree in cui la fiducia nella sicurezza delle iniezioni scudo sta aumentando. E' una tendenza che si rileva nell'Ue in particolare in Finlandia, Irlanda, Regno Unito, oltre appunto al Belpaese.


A mappare fede e scetticismo verso i vaccini è una maxi survey globale i cui risultati sono pubblicati su 'The Lancet'. La ricerca ha tracciato le tendenze della fiducia nei vaccini in 149 Paesi tra il 2015 e il 2019. Si basa sui dati di oltre 284mila adulti dai 18 anni in su, intervistati su importanza, sicurezza ed efficacia della profilassi. Allargando l'obiettivo, emerge che a livello globale in 6 Paesi si rileva un aumento significativo delle persone che dissentono fortemente sulla sicurezza dei vaccini: Azerbaigian, Afghanistan, Indonesia, Nigeria, Pakistan, Serbia. Secondo gli autori lo scetticismo cresce soprattutto nei Paesi che stanno vivendo fasi di instabilità politica o estremismo religioso.


"È fondamentale, con malattie nuove ed emergenti come la pandemia di Covid-19, monitorare regolarmente gli atteggiamenti delle persone per identificare rapidamente Paesi e gruppi con fiducia in declino, in modo da identificare dove c'è bisogno di ricostruire un sentimento positivo e ottimizzare la diffusione di nuovi vaccini salvavita", spiega Heidi Larson della London School of Hygiene & Tropical Medicine, Regno Unito, che ha guidato la ricerca. Larson avverte: "La rapida diffusione della disinformazione" e di fake news online "è una delle principali minacce alla resilienza dei programmi di vaccinazione in tutto il mondo".


E' un problema sempre più sentito. L'Organizzazione mondiale della sanità dichiara che l'esitazione nei confronti dei vaccini è stata una delle dieci principali minacce alla salute globale nel 2019. Il calo della fiducia può comportare ritardi o rifiuti dell'iniezione scudo, il che sta contribuendo a un numero crescente di epidemie prevenibili, tra cui quelle di morbillo, e meningite in tutto il mondo.


"Quando c'è un forte calo nella copertura vaccinale - prosegue Larson - è spesso perché c'è un'infondata paura sulla sicurezza dei vaccini che semina dubbi e sfiducia. A volte c'è un piccolo rischio che viene rapidamente diffuso e amplificato fino a sembrare molto più grande. Ci sono anche casi in cui i dibattiti sui vaccini sono stati volutamente polarizzati, sfruttando i dubbi del pubblico e le debolezze del sistema per scopi politici, mentre il declino della fiducia nei vaccini in altri luoghi può essere influenzato da una sfiducia generale nel governo e nelle élite scientifiche".


Il Vaccine Confidence Project è stato fondato dieci anni fa per fornire un approccio sistematico al monitoraggio dell'atteggiamento del pubblico nei confronti dei vaccini e per informare i responsabili politici delle tendenze in evoluzione nel mondo. In Unione europea sono state rilevate recenti perdite significative di fiducia nella sicurezza dei vaccini in Polonia (un calo dal 64% di persone fortemente d'accordo sul fatto che i vaccini sono sicuri nel novembre 2018 al 53% di dicembre 2019), riflettendo il crescente impatto di un movimento no-vax molto organizzato. In Francia, dove la fiducia nei vaccini è stata costantemente bassa, c'è stato un marcato aumento, dal 22% di novembre 2018, al 30% di dicembre 2019. Nel Regno Unito, l'aumento è dal 47% di maggio 2018 al 52% di novembre 2019.


Tornando al livello mondiale, i rischi di un vaccino contro la dengue (Dengvaxia) nelle Filippine nel 2017 hanno portato a un drastico calo della fiducia nella sicurezza delle iniezioni scudo, hanno influito sull'adozione dei vaccini di routine, e hanno fatto sì che le Filippine abbandonassero il posizionamento fra i primi 10 paesi con il più alto livello complessivo di fiducia che avevano nel 2015, crollando al 70esimo posto nel 2019. In Corea del Sud, gli sforzi di mobilitazione online contro l'immunizzazione infantile da parte di community come Anaki (abbreviazione coreana di "allevare bambini senza farmaci"), sono stati identificati come barriera chiave alla vaccinazione.


In Indonesia, che ha avuto uno dei maggiori cali di fiducia al mondo (la percezione della sicurezza è calata dal 64 al 50%), il sospetto degli autori è che gli atteggiamenti negativi potrebbero essere stati in parte innescati da leader musulmani - che hanno messo in dubbio la sicurezza del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia e hanno emesso una fatwa sostenendo che il vaccino era proibito e conteneva ingredienti derivati dai suini - in parte dai guaritori locali che promuovono 'alternative' naturali.


Altri dati: nel 2019, Iraq (95%), Liberia (93%) e Senegal (92%) hanno registrato la percentuale più alta di intervistati che hanno convenuto che è importante vaccinare i bambini, mentre Hong Kong (36%), Russia (34 %) e Albania (26%) riportano la percentuale più bassa di persone fortemente d'accordo sull'importanza dei vaccini. Lo studio ha poi rilevato che essere maschi o meno istruiti è collegato a una minore possibilità di assunzione del vaccino.


"Situazioni come quella del caso vaccino Dengvaxia sono estremamente rare", puntualizza Daniel Salmon della John Hopkins Bloomberg School of Public Health negli Usa, non coinvolto nello studio. Ma "senza un investimento globale sostanziale nella sorveglianza attiva della sicurezza dei vaccini, nel monitoraggio continuo delle percezioni pubbliche e nello sviluppo di strategie di comunicazione rapide e flessibili, c'è il rischio che i vaccini anti Sars-CoV-2 non raggiungano mai il loro potenziale a causa della continua incapacità di rispondere rapidamente ed efficacemente alle preoccupazioni sulla sicurezza, che siano esse reali o meno. Con ogni crisi arriva l'opportunità; non dovrebbe essere ignorato".


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