Vaccini: Russo (Sip), 'saltati da 1 bimbo su 3, farli in scuole e centri commerciali'

Vaccini: Russo (Sip), 'saltati da 1 bimbo su 3, farli in scuole e centri commerciali'

Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) - "Durante il lockdown più di un bambino su tre ha saltato una vaccinazione, con percentuali che vanno dal 26% nel Centro Italia al 34 del Nord, fino a raggiungere il 40% al Sud. Il 15% ha saltato quelli obbligatori di esavalente e quadrivalente". Lo sottolinea su 'La Stampa' Rocco Russo, coordinatore tavolo tecnico sulla vaccinazione della Società italiana pediatria (Sip), che propone di recuperare il ritardo "potenziando i servizi delle Asl e organizzandoci per vaccinare i bambini a scuola", ma anche "come fanno in Svezia attrezzarci a somministrare i vaccini anche nei centri commerciali".


"Sempre in base al sondaggio il 44% dei genitori avrebbe rimandato la vaccinazione per paura del contagio, ma il resto degli appuntamenti mancati si deve al fatto che i centri vaccinali delle Asl sono rimasti chiusi, oppure hanno spostato gli appuntamenti. Allora - insiste Russo - dobbiamo potenziarli prendendo altro personale, facendo contemporaneamente opera di persuasione affinché i genitori tornino in sicurezza a portare i loro bambini a vaccinarsi".


Ma immunizzandoli anche contro l'influenza non rischiamo l'ingorgo lasciandoli magari esposti a malattie più gravi come il morbillo? "Nessuna vaccinazione è inutile. Uno studio cinese pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature ha dimostrato con un modello matematico che il vaccino antinfluenzale sui piccoli nel 71% dei casi ha protetto anche gli adulti. E questo impedirebbe che in autunno i sintomi dell'influenza finiscano per confondersi con quelli del Covid, anche se è vero quello che dice il Nitag, che gli stessi sintomi li danno anche altri virus non influenzali. Ma potremmo sia recuperare le vaccinazioni arretrate che immunizzare contro l'influenza potenziando i servizi delle Asl e organizzandoci per vaccinare i bambini a scuola".


Ripristinando anche il medico scolastico? "Non credo ce ne sia bisogno - conclude Russo - con una rete di pediatri convenzionato ogni 500 bambini. L'importante è avere nella scuola una figura che insegni a fare prevenzione. E magari come fanno in Svezia attrezzarci a somministrare i vaccini anche nei centri commerciali".


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