Sabato, 6 Marzo 2021

Cosa cambia realmente tra un'università e l'altra?

Le università delle grandi città continuano ad attrarre tanti fuori sede. Tra costi maggiori e classi gigantesche, una disamina sui pro e contro dell'iscriversi nei grandi poli universitari.

Si è appena chiuso un altro anno scolastico. Molti neo maturandi ora saranno concentrati sulle vacanze, ma con un pensiero ricorrente che li inseguirà per tutta l'estate. Che si fa a settembre?

La scelta di proseguire gli studi riguarda all'incirca 70 maturandi su 100. Ma scegliere di continuare è solo l'inizio. Dove? Cosa? Perché?

Le grandi città, con i loro poli universitari, continuano ad attrarre studenti fuorisede. E come un effetto volano, gli indecisi alla fine seguono il trend. Ma è sempre la scelta migliore?

Le risposte assolute, si sa, peccano di superbia e lucidità. Quindi, non volendo nasconderci dietro l'unica risposta sensata possibile (ossia: "dipende"), proviamo a considerare la questione da diversi punti di vista.

Uno dei primi punti da valutare, per esempio, è la proiezione del proprio futuro oltre l'università.

La vita nelle grandi città non è facile. O meglio, non è per tutti. Infatti non sono pochi gli studenti che finita l'università decidono di tornare nei rispettivi paesi o in centri di dimensione più a portata d'uomo.  Oltre alla parte formativa, all'università si acquisisce una rete di contatti che tornerà utile terminato il percorso di studi. Questi contatti saranno però utili solo se verrà mantenuta una prossimità geografica con loro nel resto della vita. Se poi lo studente non si ritroverà a suo agio nella grande città e si allontanerà dal luogo dove avrà studiato, resterà solo la formazione nel suo bagaglio di esperienze. Che è una parte necessaria, ma non basterà da sola per entrare efficacemente nel mondo del lavoro.

Un'altra considerazione molto importante è quella dell'investimento. Nei grandi centri urbani l'affitto da solo può costare quanto mantenersi in centri più a dimensione d'uomo. Per chi può permetterselo senza problemi, potrebbe essere un fattore trascurabile. Ma la bella notizia per chi non ha alle spalle una grande solidità finanziaria è che ci sono eccellenze formative anche al di fuori delle grandi città. È ovviamente impossibile elencare qui, per ogni professione possibile, quale ateneo potrebbe essere più indicato. Ma ci sono delle riflessioni utili che ogni studente potrà fare in autonomia per ogni polo universitario che vorrà valutare. Prima di iscriversi, meglio informarsi sui seguenti punti:

  • rispetto al percorso formativo di mio interesse, quanti contatti con aziende pertinenti dispone l'università?
  • quanti professori hanno un rapporto costante con il mondo del lavoro?
  • a 5 anni dal termine degli studi, qual è la percentuale di studenti che trova lavoro nel campo in cui si sono laureati?
  • quali e quanti progetti/collaborazioni internazionali porta avanti l'ateneo che mi interessa?

Coerentemente con le riflessioni sopra esposte, un ottimo esempio di eccellenza universitaria è rappresentata dall'Università “Gabriele d'Annunzio” di Chieti-Pescara.

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Aveva fatto notizia il caso dello studente che nello sviluppo della sua tesi aveva scoperto un agente patogeno che causa un tipo di tumore.

Non è un caso isolato, in realtà. Nonostante questo polo non sia al centro delle città più grandi d'Italia, grazie ai numerosi progetti di collaborazione internazionale si creano continuamente, per gli studenti, possibilità formative e d'inserimento in prestigiosi contesti accademici.

Nonostante la collocazione, infatti, non si può considerare come "la piccola università vicino casa".

In primis perché tanto piccola non è, infatti con i suoi 30.000 studenti c.ca è uno dei grandi Atenei d’Italia.

Inoltre, la sua offerta formativa non è proprio "limitata". Si trovano tutti i principali percorsi di studio, con rami che vengono esplorati fino a livelli più avanzati di specializzazione.

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Interessante la trasparenza con cui vengono esposti i pareri annuali degli studenti  a prova della consapevolezza del grado di soddisfazione generato.

Del resto, avere un polo formativo d'eccellenza in un contesto naturale che coccola lo studente con il mare a pochi minuti, i parchi naturali e le piste da sci a non più di mezz’ora, non potrà di certo essere un minus, anzi disegna il luogo ideale.

Neanche il fatto di avere le rette universitarie tra le più basse in Italia guasta.

La dimensione umana di questa università si intuisce da tutte le agevolazioni che gli studenti hanno. La facile collocazione dei due campus, comodamente raggiungibili, e i servizi offerti agli studenti che spaziano dall'organizzazione di attività ricreative, alla loro cura sul piano sanitario e agli aiuti economici erogati sotto forma di borse di studio ma anche con fondi speciali di sostegno.

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Tornando al discorso più generale di come scegliere l'università, visto che il miglioramento della propria qualità della vita sarà sicuramente presente nel maturando che vuole iscriversi, sarà utile socializzare con studenti già iscritti nel polo universitario che si sta valutando. Per capire quali sono, oltre alle risposte "istituzionali" date dall'università, i pareri derivanti dal "vissuto" e non dalle brochure.

C'è un aspetto dell'università che non viene mai preso in considerazione agli inizi del proprio percorso, ma che invece premia tantissimo nel lungo termine. Oltre alla formazione tecnica, l'università espone lo studente ormai maggiorenne a un confronto adulto con responsabilità, socialità, e in generale alle complessità. Ricrearsi una rete di amici, collaborare con sconosciuti a dei progetti, relazionarsi con prime realtà del mondo del lavoro, etc.

L'aspetto di socialità e di capacità relazionale sarà fondamentale per il futuro dello studente. Sviluppare questi aspetti nelle grandi città è sicuramente più complesso. E anche le relazioni con il corpo docente saranno sempre più distanti, rispetto ad atenei che riescono a mantenere dimensioni più umane.

Le argomentazioni fino a qui espresse dimostrano che il futuro non passa esclusivamente dalle grandi città ma da università capaci di essere grandi nelle risposte alle attese dei loro studenti. Un percorso di successo potrà avvenire anche al di fuori, a patto di ricercare la giusta strada adatta ai propri passi, camminando nel proprio futuro.

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