Martedì, 2 Marzo 2021

Indice del Dono: quando rinnovare la carta d’identità può salvare delle vite

È Sassari la città con il maggior numero di consensi alla donazione di organi e tessuti

Sono già passati dieci anni?” È questa la domanda che ciascuno di noi si pone quando si accorge che la carta d’identità è in scadenza. Il secondo pensiero va, ovviamente, all'incombenza rappresentata dal dover sbrigare le pratiche necessarie per il suo rinnovo. Solo dopo cominciano i pensieri più profondi.

Già, perché se analizziamo le parole “rinnovo carta d’identità”, ci sorprendiamo nel constatare che si tratta, letteralmente, di rinnovare la propria identità. Detta in altri termini, dieci anni è un lasso di tempo adeguato per guardarsi indietro e, magari, riconsiderare sé stessi, le proprie scelte, la persona che vogliamo essere d’ora in poi e come un giorno vorremmo essere ricordati su questa terra. Farlo almeno una volta ogni dieci anni è il minimo che dobbiamo a noi stessi.

Rinnovo della carta d’identità: l’occasione giusta per dire Sì alla donazione organi

E sembrerà strano, ma il rinnovo della carta d’identità è decisamente il momento giusto per farsi questo esame di coscienza, perché è in tale occasione che potrete decidere di fare una scelta che vi descrive come persona. Anche se, in realtà, riguarda soprattutto qualcun altro, un perfetto sconosciuto che un giorno potrebbe avere bisogno di voi. Già, proprio di voi! Questo perché, per chi ancora non lo sapesse, durante il rinnovo dei documenti si può scegliere di dare il proprio consenso alla donazione di organi e tessuti nel momento in cui, in un lontano futuro, si passerà a miglior vita. Un piccolo gesto che a noi non costerà nulla, ma che potrebbe salvare la vita a pazienti in attesa di trapianto, ridando loro una speranza per il futuro. Ecco, allora, come verremo ricordati, ecco come potremo lasciare dietro di noi qualcosa che conti davvero, una parte di noi in grado di cambiare in meglio la vita a qualcuno.

Ma perché siamo qui a ricordarvi che esiste questa possibilità di fare del bene anche quando non ci sarete più? Lo facciamo perché in Italia sono ancora troppo pochi coloro che scelgono di dire quel semplice Sì, e perché ci sono città più “generose” di altre in tema di donazione di organi, abitate da cittadini evidentemente più consapevoli, informati e solidali di altri nel decidere di donare sé stessi per una giusta causa: il prossimo

Classifica delle città più “generose” d’Italia in tema di consenso alla donazione organi

E allora, siamo qui per informarvi: sapevate, ad esempio, che esiste addirittura un indice, l’Indice del Dono, che permette di stilare una classifica delle città migliori e peggiori nell’esprimere consensi su questo tema? È calcolato dal Centro Nazionale Trapianti e, sulla base di tale Indice, viene stilato il rapporto che fotografa proprio i dati delle dichiarazioni di volontà sulla donazione di organi registrate negli ultimi 12 mesi nei Comuni italiani al momento del rinnovo della carta d’identità. I due principali parametri di cui tiene conto l’Indice sono il tasso di consenso alla donazione e il numero di dichiarazioni rispetto alle carte d’identità emesse.

Ed è proprio dando un’occhiata al rapporto che si può osservare come, tra le città con più di centomila abitanti, sia Sassari, seguita da Livorno e Trento, a conquistare la prima posizione in Italia, con una percentuale di dichiarazioni di consenso superiore all’80%. L’indice di grandi città come Roma (27esima) e Milano (18esima) si assesta, invece, vicino alla media nazionale. Il fondo della classifica vede, invece, una grande presenza di città meridionali, con Foggia che chiude la fila, preceduta da Catania Reggio Calabria, Napoli e Palermo.

Anche tra i Comuni medio-grandi (30-100 mila abitanti) spicca una città del nord, Merano (BZ), ma questa volta sono città del Sud, Nuoro e Pomigliano D’arco (NA) a seguirla sul podio, mentre continua a chiudere la classifica un comune foggiano, Manfredonia. I comuni medio-piccoli (5-30mila abitanti) vedono al primo posto Primiero San Martino di Castrozza (TN) e in coda Qualiano (NA). Ma è nelle comunità più piccole, inferiori ai 5mila abitanti, che il Sud riesce finalmente a riscattarsi, con Ustica (PA) a vincere la sfida nazionale con più di 8 cittadini su 10 che hanno dichiarato il proprio consenso alla donazione di organi.

Dire NO alla donazione di organi è insostenibile a lungo termine

Un altro dato interessante e, allo stesso tempo, preoccupante, emerso dal rapporto, è la crescita, nel 2020, del tasso di opposizione alla donazione, con il 34% della popolazione (più di 3 cittadini su 10) che si dichiara contrario alla donazione di organi. Nel 2019 il dato ammontava al 32,8%. Un aumento allarmante, come confermato da Massimo Cardillo, direttore generale del CNT:

L’aumento delle opposizioni alla donazione potrebbe essere insostenibile a lungo termine. Abbiamo bisogno di scendere sotto questa soglia perché troppi potenziali donatori escono dal processo a causa di un “no” espresso in vita. Per questo, rinnovo l’appello ai cittadini ad avere maggiore fiducia nel nostro sistema, uno dei migliori d’Europa, e a consentirci di salvare la vita a migliaia di pazienti in attesa di un trapianto.

Sarà solo dopo il vostro consenso, quindi, che con un orgoglio nuovo e diverso guarderete la vostra foto sul documento d’identità, sapendo che la persona lì ritratta un giorno potrebbe salvare delle vite.

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