Giovedì, 29 Luglio 2021
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5 ragioni per creare un progetto di solidarietà

Il narcisismo moderno mette noi stessi al centro dell’universo, ma ci sono molte ragioni per cui non bisogna sottovalutare i benefici dell’attenzione al prossimo. Eccone subito 5 sulle quali vale la pena riflettere

1. Si sviluppano competenze.
Ogni progetto o attività che si vuole realizzare ha bisogno di un piano di azione, un’organizzazione e una capacità di esecuzione. Ci si allena ad avere idee, ma soprattutto a metterle in pratica.

2. Si fanno nuove conoscenze.
Le attività dedicate al prossimo permettono naturalmente di conoscere nuove persone, ma anche di scoprire lati nascosti nelle persone che frequentiamo in occasioni differenti. Attivati con i tuoi amici!

3. Si migliora la capacità di relazionarsi dal vivo.
I social network sono la piattaforma principale della comunicazione interpersonale, ma nelle occasioni che contano della vita la presenza fisica sarà inevitabile. Guardare negli occhi un interlocutore è un altro film rispetto a mandare un messaggio via sms o chat.

4. La solidarietà è un circolo vizioso.
Le persone che ricevono aiuto diventano propense ad aiutare. Se fai del bene nella tua comunità, la tua comunità diventerà sempre più accogliente.

5. Riempie la vita.
L’uomo è un animale sociale. Non c’è niente di più gratificante del cambiare concretamente in meglio la vita del prossimo. Nessun’altra attività ripaga con quel senso superiore di soddisfazione e orgoglio. È una sensazione così potente che i volontari abituali finiscono con il non riuscire più a smettere. Una vera dipendenza da cui non dovrai preoccuparti di dover guarire.

A volte si ha già una propensione altruistica, ma non si trova l’occasione giusta per iniziare a “praticare” l’altruismo che spesso rimane intrappolato nella lunga lista dei buoni propositi. 

Ma forse c’è un’iniziativa che può porre rimedio a questo problema: dal 1 marzo infatti è ripartito “ifeelCUD”, il concorso nazionale rivolto alle parrocchie che premia progetti di utilità sociale.

In palio 8 premi, da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 15.000 euro, ai quali si aggiunge, per le parrocchie che realizzeranno un filmato, il premio della Giuria per il miglior video del valore di 1.000 euro.

Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione della C.E.I., ci spiega:
Questa iniziativa nazionale, rivolta alle parrocchie, vuole contribuire a far realizzare progetti di utilità sociale che spesso poi diventano risposte concrete ai bisogni delle famiglie in difficoltà, ai giovani e agli anziani. Soprattutto in contesti sociali a rischio o caratterizzati da povertà e disoccupazione anche giovanile.”

Nell’edizione 2015 le parrocchie vincitrici hanno potuto aiutare le proprie comunità in maniera concreta realizzando progetti anche ambiziosi. Da segnalare ‘La casa di Francesco’, di una parrocchia di Scafati (SA), che consentirà ai più poveri di trovare un momento di serenità grazie ad un pasto caldo, una doccia, qualche ora di riposo sotto a un tetto. 

Fra le altre proposte vincitrici un laboratorio di lettura, di alfabetizzazione, un’orchestra composta da giovani a rischio, uno sportello polivalente per assistere immigrati e italiani in difficoltà e tante iniziative volte a migliorare concretamente le esigenze delle comunità parrocchiali.

Per scoprire in dettaglio tutte le iniziative cui il concorso ha dato vita, e avere più informazioni utili alla partecipazione, visita www.ifeelcud.it

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