Lunedì, 12 Aprile 2021

La solidarietà passa anche attraverso la generosità della comunità

Devolvere l’8xmille in maniera consapevole è importantissimo per sostenere coloro che si occupano di solidarietà

C’è un Paese che, nonostante la pandemia, non si è fermato, ma ha continuato a sostenere e supportare la propria comunità.

C’è un Paese che ha dimostrato di avere un cuore grande, occupandosi dei più deboli e bisognosi, anche nell’emergenza.

C’è un Paese che ha continuato (e continua) a costruire, progettare, sognare e lavorare per un futuro fatto di belle azioni, belle notizie, belle persone.

Questo Paese è l’Italia, che accoglie, sostiene, abbraccia e soprattutto consola, stringendosi intorno ai propri membri, impegnandosi a migliorare la condizione di chi si trova in stato di necessità.

Lo fa in vari modi, tra cui la destinazione dell’8xmille alla Chiesa Cattolica che, pur nel silenzio della crisi e nell’isolamento del lockdown, ha proseguito la propria opera di solidarietà, portando avanti i progetti già in atto e avviandone di nuovi, sempre adattandosi alla situazione difficile che si doveva affrontare.

Dal parroco di provincia agli operatori, dalle suore ai volontari, tutti i membri della comunità hanno triplicato gli sforzi affinché nessuno si sentisse solo e abbandonato.

L’8xmille non è una tassa e non costa nulla. Eppure, permette di fare davvero tanto: offrire formazione scolastica ai bambini, dare assistenza ad anziani e disabili, assicurare accoglienza ai più deboli, sostenere progetti di reinserimento lavorativo, e molto altro ancora.

Per devolvere l’8xmille alla Chiesa Cattolica è sufficiente fare una firma nello spazio apposito, presente sulla propria dichiarazione dei redditi. QUI sono disponibili le istruzioni per farlo, a seconda del modello utilizzato.

Grazie ai fondi derivanti dall’8xmille ogni anno si realizzano, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, oltre 8.000 progetti. Questi sono consultabili tramite la mappa 8xmille che viene continuamente aggiornata; è davvero sorprendente scoprire quanto queste realtà siano più vicine di quanto si possa pensare.

Inoltre, per far fronte all’emergenza, la CEI ha stanziato 237,9 milioni di euro provenienti da tali fondi, avviando numerosi nuovi progetti a supporto delle fasce più deboli.

È evidente che la forza e la determinazione di tutti coloro che sono coinvolti in queste iniziative, ha fatto sì che l’assistenza proseguisse anche durante il lockdown...l’amore non si è fermato!

Un esempio virtuoso è la Mensa della Caritas Diocesana di Ladispoli, vicino a Roma, che è stata capace di reinventarsi per continuare a sostenere la comunità.

Di norma, il centro offre un servizio di mensa diurna aperto 365 giorni all’anno, docce e distribuzione di abiti e coperte, un ambulatorio odontoiatrico e medico, con distribuzione di medicinali. Si tratta di un servizio dedicato a persone in stato di estrema povertà e alle marginalità.

In un ambiente familiare, operatori e volontari condividono con gioia alcuni momenti della giornata con gli ospiti: un aiuto gratuito che non si concretizza solo nella preparazione di un pasto caldo (preparato al momento nelle cucine della struttura), ma nel reinserimento della persona nel contesto sociale, con una rinnovata dignità.

Gli ospiti sono per la maggior parte cittadini italiani senza fissa dimora, o che non riescono a provvedere ai loro bisogni primari. Ritrovata la forza di ricominciare, alcuni diventano a loro volta volontari, muovendo un primo passo di responsabilità in attesa del reinserimento nella società.

In tempo di lockdown, però, era impossibile svolgere la normale attività, quindi operatori e volontari si sono organizzati per distribuire pacchi alimentari e mascherine a chi ne aveva necessità.

Altro bel progetto è l’Emporio Solidale della Caritas diocesana di Rimini, il primo presente nella zona.

Qui le persone in difficoltà possono fare la spesa gratuitamente, attraverso una tessera punti, scegliendo tra i prodotti esposti. Non solo: trovano anche uno spazio dedicato all’ascolto che le orienta ai servizi attivi sul territorio.

L’aspetto innovativo del progetto consiste anche nel permette, a chi usufruisce del servizio, di scegliere i prodotti tra gli scaffali, conservando la propria dignità; supporto economico unito ad un aiuto psicologico.

Anche in questo caso, i beneficiari della tessera punti possono essere coinvolti, a loro volta, in attività di volontariato, in modo da poter “restituire” il proprio tempo offrendo il proprio aiuto all’interno della struttura o nelle associazioni attive del territorio.

L’Emporio Solidale ha continuato la sua attività anche durante il lockdown, ovviamente rispettando tutte le disposizioni governative inerenti la sicurezza (così come ogni rivenditore di alimentari); questa è risultata una scelta giusta, data l’ingente mole di richieste ricevuta durante quel periodo. Ecco come dimostrare che l’amore non si è mai fermato.

Così come non si ferma la Chiesa Cattolica, che continua a portare avanti progetti e crearne di nuovi, grazie all’impegno e alla generosità della propria comunità.

A questo proposito, sul sito è ora disponibile la sezione “firmo perché”: una raccolta di alcune testimonianze offerte dalle persone che hanno scelto di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica.

Un gesto semplice, ma di grande valore, per aiutare coloro che sono meno fortunati. Insieme, si può continuare a sognare e a progettare un futuro migliore.

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