Giovedì, 15 Aprile 2021

“Lasciate che i bambini vengano a me”: quando le parole diventano progetti realizzati

Un asilo nido per famiglie in difficoltà: a Roma si mettono in pratica le parole del Vangelo anche grazie al tuo contributo

In tempi di crisi come quello attuale siamo abituati a guardare all’Italia con pessimismo, con insoddisfazione, tacciandola di sprechi, inefficienza e poca lungimiranza nel futuro. Eppure, tra noi c’è anche chi ha capito che bisogna lasciare da parte egoismi e ambizioni personali per ripartire da valori diversi come la solidarietà, l’accoglienza, la speranza e il conforto, necessari a rendere la nostra penisola un luogo migliore dove vivere, dove crescere e dove poter immaginare un futuro luminoso. Un Paese dei progetti realizzati, dove l’essere umano viene prima di tutto e tutti.

Secondo la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), sono i suddetti valori, di cui si fa portatore anche il Vangelo, a dover guidare le persone verso l’efficienza e il riscatto e a ispirare le tante opere e i diversi progetti che, grazie anche al contributo 8xmille, CEI riesce a realizzare in Italia e nei paesi in via di sviluppo. Una panoramica delle attività supportate da CEI la si può trovare nella mappa 8xmille online, in cui si rendicontano nel dettaglio le iniziative della Chiesa Cattolica nel mondo.

Come ci spiega il regista Stefano Palombi, intervistato a riguardo, quest’anno, tramite una serie di brevi video da lui stesso realizzati per CEI, la Chiesa Cattolica ha deciso di innovare la propria campagna di comunicazione relativa all’8xmille, raccontando storie e progetti grazie ai quali le parole del Vangelo si siano concretizzate in azioni, scelte e comportamenti e dove i valori di integrazione, accoglienza e solidarietà siano stati applicati alla vita reale, consentendo di aiutare tante persone bisognose.

Un magnifico esempio di Vangelo applicato alla vita grazie all’8xmille è la storia de Il piccolo mondo, l’asilo nido per famiglie in difficoltà aperto a Roma in zona Aurelio dalla Caritas diocesiana. In 30 anni, questo piccolo nido ha ospitato un migliaio di bambini provenienti da oltre 50 Paesi, diventando un simbolo di integrazione.

In un periodo in cui l’immigrazione sembra essere un problema per l’Italia, qui è tutt’altro: è scambio reciproco e confronto tra bambini e soprattutto tra donne, tra madri bisognose di consigli, sostegno e aiuto concreto. L’asilo dà la possibilità a molti bambini di usufruire della casa e del giardino delle suore della Provvidenza, con una mensa e un orario esteso fino alle 18,30 per andare incontro a chi lavora o cerca un impiego o non ha ancora la residenza. Una differenza, questa, sostanziale rispetto agli asili comunali che chiudono alle 16.

Coniugando l’obiettivo dello sviluppo e dell’educazione del bambino a interventi di sostegno all’intero nucleo familiare, Il piccolo mondo è diventato negli anni un punto di riferimento per le madri in difficoltà, le quali trovano conforto nel partecipare alle attività di supporto alla maternità proposte, nel conoscere tecniche mediche ed emotive per interpretare pianti e richieste dei propri bambini, nell’imparare a decifrare i segnali di depressione post partum o di eventuali violenze in famiglia.

E allora ecco che le parole del Vangelo lasciate che i bambini vengano a me diventano quanto mai reali e concrete proprio grazie a un asilo aperto a tutti, dove bambini di Paesi e culture diverse imparano a giocare e a crescere insieme, dove l’integrazione e l’umanità si imparano sin da piccoli.

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In numeri, Il piccolo mondo cresce grazie all’impegno di 20 volontarie, 7 educatrici e 1 ostetrica. 16 sono le donne coinvolte nel progetto “Spazio mamma”, 70 i genitori partecipanti ai laboratori e ai gruppi d’incontro e circa 100 le famiglie che sono state assistite e aiutate anche economicamente negli anni. E poi ci sono i bambini, ovviamente, da 0 a 36 mesi. Un migliaio, di 50 nazionalità diverse, nei 30 anni di vita dell’asilo.

A Roma, anche grazie al piccolo contributo di ciascuno di noi, è stato creato un piccolo mondo che si fa portatore però di un grande messaggio di accoglienza, integrazione e speranza per il futuro. E chi, se non i bambini di tutto il mondo, può portare avanti questi valori e rendere il pianeta un posto migliore?

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