Lunedì, 1 Marzo 2021

Emergenza coronavirus: ecco la risposta di oltre 34.000 sacerdoti italiani

Tante storie di atti di bontà quotidiani che stanno lasciando il segno

Sono stati mesi duri, mesi di sofferenza e paura per tutti. L’emergenza sanitaria in questo tragico 2020 non si è mai arrestata, togliendo alle persone la libertà di muoversi, di abbracciarsi, di stare uniti. Eppure c’è chi si è messo in gioco per il bene di tutti, per ripristinare una parvenza di normalità: personale medico e sanitario, forze dell’ordine e protezione civile hanno lottato giorno e notte per la sicurezza e per la salute dei cittadini. 

Esiste poi un’ulteriore categoria di persone che ha saputo gestire la crisi in altri modi, con sistemi e mezzi propri, sostenendo le comunità non solo a livello materiale, ma anche a livello emotivo e spirituale: parliamo dei sacerdoti italiani, che hanno lavorato per le strade, tra la gente e nelle comunità, per tenere unito ciò che il virus e le misure di prevenzione stavano disgregando. Hanno profuso impegno e passione per dare conforto a chi si ammalava e dato un aiuto concreto a chi aveva più bisogno, agli anziani soli in casa, alle famiglie e ai bambini.

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Un viaggio nelle parrocchie d’Italia: è tempo di fare Chiesa

Sono tante le storie di atti di bontà quotidiani che dimostrano l’amore e la dedizione degli oltre 34.000 sacerdoti italiani. Sono storie che hanno lasciato e continuano a lasciare il segno nella vita di tante persone. Sono storie raccontate in prima persona da alcuni sacerdoti che hanno prestato volto, sorrisi e parole alla campagna Insieme ai sacerdoti, un vero e proprio viaggio in forma virtuale che mostra come hanno vissuto questi mesi di paura e difficoltà insieme alle loro comunità, come hanno dovuto cambiare i modi di farsi prossimi agli altri in tempi di isolamento sociale e come hanno compreso che “non è tempo di andare in chiesa. È tempo di fare Chiesa”.

don-giuseppe-facchineri-2“Il Covid ci ha fatto sentire tutti uguali, tutti vicini”, afferma Don Giuseppe Facchineri, parroco di “Beata Vergine Addolorata in Morsenchio”, che ogni giorno, anche a distanza faceva sentire la propria presenza e vicinanza agli anziani, agli ammalati e alle famiglie chiamandoli al telefono e regalando parole di conforto e speranza.

don-paolo-catinello-2Don Paolo Catinello, direttore ufficio Migrantes della Diocesi di Noto, ha affrontato il problema chiedendosi innanzitutto “cosa potessimo fare noi come preti per accendere la speranza e aprire sentieri di vita anche là dove regna la morte: non atti eroici, ma atti di bontà quotidiana.”

don-davide-tononi-2Così come Don Davide Tononi, parroco di Norcia, riflettendo su ciò che di più importante  l’emergenza Covid avesse tolto alla comunità, e cioè la relazione, decide di guardare al futuro, domandandosi: “Da dove vogliamo ripartire, cosa vogliamo mettere al centro? Sicuramente la speranza”.

Tante dunque le risposte dei sacerdoti italiani all’emergenza: riflessioni, atti e iniziative di solidarietà che hanno coinvolto e coinvolgono tutt’ora i giovani, i bambini e le famiglie, il conforto di una voce amica, che infonda speranza in un futuro più luminoso, la vicinanza fisica ed emotiva ai parrocchiani più deboli e soli, l’essere sempre punti di riferimento e anelli di contatto per mantenere unite e coese le comunità, tenute forzatamente isolate dal distanziamento.

Sostenere i sacerdoti per riaccendere la speranza 

Un impegno quotidiano e senza sosta, il loro, che non pretende ringraziamenti, ma che, per continuare con lo stesso vigore e la stessa efficacia, necessita dell’aiuto di tutti. E allora, ciascuno di noi può fare qualcosa e può dare qualcosa, aiutando a sostenere i sacerdoti nella loro opera. Il modo migliore è fare un’Offerta all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, un sistema pensato per essere la prima forma di sostentamento dei sacerdoti italiani che, lo ricordiamo, non percepiscono alcuno stipendio, né dal Vaticano né tanto meno dallo Stato Italiano, per il loro lavoro quotidiano, affidandosi invece solamente alla generosità delle persone. 

Il sistema delle Offerte permette di raccogliere a livello nazionale i piccoli e grandi contributi di ciascuno, che verranno in seguito redistribuiti in misura equa a tutti i sacerdoti italiani, a maggior ragione a quelli più bisognosi. Donare è semplice: sul sito www.insiemeaisacerdoti.it/donare si trovano tutte le modalità disponibili, ma di questi tempi il consiglio è di utilizzare una carta di credito tramite il sito dedicato all’iniziativa oppure contattando il numero verde 800-825000. Per incentivare la donazione “contactless” è stato previsto un piccolo ringraziamento per tutti coloro che doneranno tramite sito entro il 31 dicembre: in omaggio ci sarà, infatti, un abbonamento digitale ad Avvenire della durata di 4 mesi.

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Insomma, oggi più che mai, il piccolo gesto di fare un’Offerta, può lasciare un segno grande nel cuore e nella vita dei nostri sacerdoti e in quelli delle tante comunità che essi servono con amore incondizionato e devozione. Perché la vita di comunità è fatta anche di gesti che siano in grado di rinnovare la speranza in un futuro migliore, in cui la solidarietà e la vicinanza tra le persone saranno i primi strumenti necessari per poter vincere ogni sfida e dissipare le nostre paure.

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