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Domenica, 26 Maggio 2024
Il discorso / Italia

Sul 25 aprile Mattarella 'corregge' Meloni: "Democrazia figlia dell'antifascismo"

Il presidente della Repubblica a Cuneo: "Ora e sempre Resistenza". Il sindaco di Milano Sala: "Ha ristabilito la storia, la premier dica chiaramente che è antifascista"

L'Italia è una "Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista". Sono chiare le parole del presidente Sergio Mattarella, che nel suo discorso a Cuneo, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, ha voluto correggere con il suo solito garbo Giorgia Meloni. Nel suo intervento sul Corriere della sera, pur dichiarando che la destra è oggi incompatibile "con qualsiasi nostalgia del fascismo", il premier non ha mai usato la parola "antifascismo", e ha anche proposto di sostituire il nome di Festa della Liberazione, con quello di "Festa della libertà", in onore di una "ritrovata concordia nazionale".

La lettera di Giorgia Meloni sul 25 aprile: "Noi incompatibili col fascismo"

Ma dal presidente della Repubblica sono arrivate parole chiare. "La Resistenza fu anzitutto rivolta morale di patrioti contro il fascismo per il riscatto nazionale. Un moto di popolo che coinvolse la vecchia generazione degli antifascisti", ma che chiamò anche "a raccolta i giovani della generazione del viaggio attraverso il fascismo, che ne scoprivano la natura e maturavano la scelta di opporvisi. La generazione, 'sbagliata' perché tradita". Per Mattarella, che ha iniziato il suo discorso citando il discorso sulla costituzione "nata nelle montagne dove caddero i partigiani" di Piero Calamandrei, con la lotta di Liberazione e la nascita della Repubblica "si trattava di trasfondere nello Stato l'anima autentica della Nazione. Di dare vita a una nuova Italia. Impegno e promessa realizzate in questi 75 anni di Costituzione repubblicana. Una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista".

Il presidente ha sottolineato che è "dalla Resistenza che viene la spinta a compiere scelte definitive per la stabilità delle libertà del popolo italiano e del sistema democratico, rigettando le ambiguità che avevano permesso lo stravolgimento dello Statuto albertino operato con il fascismo". "Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione. Il 25 aprile è la Festa della identità italiana, ritrovata e rifondata dopo il fascismo", ha continuato Mattarella che ha concluso il suo discorso con le parole: "Ora e sempre Resistenza. Viva la Festa della Liberazione! Viva l'Italia!".

"L'altro giorno ho visto un grande uomo camminare sui sentieri infami di Auschwitz con il suo cappotto scuro e i capelli bianchi di chi è nato durante la seconda guerra mondiale. Ho visto il suo sguardo duro e commosso allo stesso tempo e ho sentito le sue parole. Era Sergio Mattarella il nostro Presidente della Repubblica. La Repubblica e' nata con la Resistenza. Questo grande uomo e grandissimo padre per noi ha ristabilito la storia", ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, parlando dal palco in piazza Duomo alla manifestazione per il 25 aprile. Il primo cittadino ha rivolto poi un invito a Meloni affinché si definisca chiaramente antifascista. ''Io non voglio essere critico ad ogni costo ma certe cose se si sentono bisogna dirle ad alta voce, mettendoci la faccia. La Meloni in alcune occasioni pubblicamente ha mostrato una faccia decisa, ha urlato certe parole e certi slogan e quello che dovrebbe fare è mettere la faccia e dire con chiarezza e in maniera definitiva: Siamo antifascisti''.

Ha voluto evitare la polemica con Meloni invece la leader del Pd, Elly Schlein, che non ha voluto commentare l'intervento del premier sul Corriere. "Siamo qui a onorare la Resistenza antifascista e continueremo a farlo oggi perché fa parte della nostra storia, continueremo onorare la resistenza antifascista'', ha detto parlando anche lei a margine del corteo di Milano.

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