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Sabato, 15 Giugno 2024
Politica

Addio al finanziamento ai partiti, furia grillina

La Camera ha approvato definitivamente il decreto legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. Rabbia grillina in Aula: "Bugia numero uno di Renzi"

ROMA - Dal "vaffa" urlato in diretta streaming alla contestazione in Aula il passo è stato brevissimo. Nuovo capitolo della saga "Movimento cinque stelle contro Matteo Renzi" alla Camera durante la votazione per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Nel pomeriggio la Camera ha approvato definitivamente - con 312 sì, 141 no e 5 astenuti - il decreto legge che annulla il finanziamento. Una scelta che, evidentemente, i grillini non hanno preso bene. 

Al termine della chiamata, i deputati pentastellati, da sempre contrari al provvedimento, hanno esposto striscioni dal contenuto inequivocabile: "Mollate il malloppo", "Bugia numero uno, Renzi-Pinocchio".

Immediato è stato l'intervento della presidente Laura Boldrini che ha ordinato la rimozione dei cartelli e rinnovato il divieto di riprese non aurtorizzate in aula. Alcuni deputati grillini hanno però continuato a protestare, con qualche resistenza agli assistenti parlamentari incaricatio di rimuovere le scritte.

La protesta dei grillini ha fatto insorgere altri deputati, in particolare dai banchi Pd. Ed Ettore Rosato ha preso la parola chiedendo a Boldrini "provvedimenti immediati e severi" nei confronti dei Cinque Stelle, denunciando il rischio legato a una sottovalutazione delle proteste in aula. "Onorevole Rosato - ha ribattuto seccata Boldrini- la presidenza non consente affatto che in quest'aula venga fatto di tutto...".

LA LEGGE - L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è comunque diventato legge. Il decreto approvato dalla Camera in via definitiva abolisce il finanziamento pubblico diretto e indiretto ai partiti e lo sostituisce con agevolazioni fiscali per la contribuzione volontaria dei cittadini attraverso detrazioni per le erogazioni liberali e destinazione volontaria del 2 per mille Irpef.

Con un però grande quanto una casa che fa infuriare i grillini.La riduzione del finanziamento pubblico dei partiti sarà del 25% per il 2014, del 50% per il 2015, del 75% del 2016 e del 100% solo nel 2018. Insomma, al momento, è tutto come prima. 

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