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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Politica Italia

Tasse su benzina e sigarette, i renziani mandano in fumo il piano di Gentiloni

I rincari da applicare alle accise su benzina e sigarette porterebbero aumenti fino a 2 centesimi. Francesco Boccia bolla la mozione Fanucci come strumentale e accusa il governo Renzi di aver fallito la spending review. Attesa per la direzione Pd di lunedì

Trentasette deputati renziani contro l’aumento delle accise su benzina e sigarette grazie al quale il governo Gentiloni dovrebbe finanziare quasi la metà dei 3,4 miliardi richiesti da Bruxelles per correggere il disavanzo dei conti pubblice ed evitare la procedura di infrazione per il mancato rispetto del Patto di stabilità. 

Il gruppetto dei renzianissimi ha infatti proposto una mozione a firma di Edoardo Fanucci che impegna l governo a "reperire le risorse unicamente dal taglio alla spesa pubblica improduttiva e dalla lotta all’evasione fiscale". Il testo, che ha un chiaro mandante politico, invita quindi a non "incidere sulla revisione delle accise su tabacchi e carburanti".

Non solo: proprio il testo della mozione si ricorda che il governo Renzi "ha perseguito da subito l’obiettivo della diminuzione della pressione fiscale” e si ricordano gli interventi che si sono susseguiti negli ultimi tre anni e che hanno portato la pressione fiscale al 42,1 per cento nel 2016, dal 43,6 del 2013".

Fanucci ha rivendicato la paternità della mozione "per garantire la continuità del Governo con quello precedente".

"Non c’è bisogno di avere un rapporto diretto con Matteo Renzi per sapere che la linea del segretario nazionale del partito è quella di abbassare, non di aumentare le tasse".

I rincari da applicare alle accise su benzina e sigarette porterebbero aumenti fino a 2 centesimi. Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, (ed esponente della minoranza Pd) bolla la mozione Fanucci come strumentale mentre accusa il governo Renzi di aver fallito la spending review.

Nell'attesa della direzione Pd di lunedì in cui Renzi sarà chiamato a presentare le proprie idee sia in vista della legge elettorale sia della propria candidatura alle elezioni, giugno o 2018 che siano, si fa palese lo scontro tutto interno ai democratici: la mozione arriva dopo un documento pro Gentiloni sottoscritto però da quaranta senatori Pd che, a differenza dei 35 renziani alla Camera, sono davvero decisivi per il passaggio di qualunque legge a Palazzo Madama, compresa quella elettorale.

Matteo Renzi frattanto ha invitato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan alla direzione del Pd: un invito fatto direttamente con una telefonata del segretario al ministro.

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