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Domenica, 28 Novembre 2021
Salvato dal Senato

Il caso di Adriano Cario: il senatore eletto con duemila schede taroccate

L'ombra dei brogli sull'imprenditore calabrese eletto in Argentina: secondo una perizia della Procura di Roma 2.140 schede sono state compilate da una cerchia ristretta di persone 

Sta diventando un vero e proprio caso l'elezione del senatore Adriano Cario: l'imprenditore calabrese sarebbe coinvolto in qualcosa di poco chiaro, dei brogli accertati da una perizia della Procura di Roma. Secondo il documento, ben 2.140 schede risultano ''taroccate'', in quanto scritte da una cerchia ristretta di persone, e tutte con la medesima preferenza: Cario.

In base a quanto emerso dall'esame calligrafico, la grafia con cui è scritto il nome del candidato in alcuni casi è addirittura identica, tanto da far pensare ai periti che fossero stati ricalcati. Le perizie sono agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma, scattata in seguito al ricorso presentato dal candidato del Pd Fabio Porta e avente ad oggetto 32 sezioni di Buenos Aires, in Argentina.

Un nuovo caso che getta ombre sulle modalità con cui avvengono le elezioni degli italiani all'estero: per gli stessi brogli è sotto inchiesta anche Eugenio Sangregorio, eletto alla Camera.La giunta per le elezioni di Palazzo Madama, presieduta da Maurizio Gasparri, ha di fatto salvato l'elezione di Cario, ma le indagini vanno avanti.  Dopo una camera di consiglio ed un voto segreto, la giunta ha deciso di convalidare l'elezione di Cario.

Non è chiaro chi abbia votato a favore, ma l'ex M5s De Falco, membro della giunta, ha parlato di ''Lega, Forza Italia e 5 Stelle''. Ipotesi impossibili da confermare, così come le motivazioni, che restano ancora oscure. Il legale difensore di Cario, durante l'udienza, ha mosso due obiezioni: una procedurale, relativa alla tardiva presentazione del ricorso, l'altra sostanziale, in quanto l'esiguo numero di schede coinvolte non avrebbe modificato l'esito delle elezioni.

Per quanto riguarda il ricorso tardivo, sembra che Porta lo abbia presentato appena scoperte le irregolarità, inoltre, se fosse pervenuto oltre i termini sarebbe stato respinto, come prevede  l’articolo 7 comma 3 del Regolamento per la verifica dei Poteri. Invece, per il profilo sostanziale, i controlli del Senato prevedono l'esame a campione delle schede elettorali, un campione che però non è statisticamente rappresentativo. Nonostante questo, i brogli acclarati dai periti rimangono e la partita non è da considerarsi terminata: un gruppo composto da 20 senatori stanno per chiedere all'aula di Palazzo Madama un voto di conferma, che sarà sempre segreto.

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