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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Alcoa / Carbonia-Iglesias

Alcoa, accordo raggiunto. "Merito della tenacia dei lavoratori"

Scongiurata la mobilità a partire da questo mese. Lo stabilimento di Portovesme rimarrà in funzione fino al 31 ottobre. Ora c'è il tempo per trovare un acquirente

Dopo la rabbia, la speranza. Sono tornati in Sardegna con "un accordo storico" e il ritiro dei licenziamenti gli operai dell'Alcoa di Portovesme che ieri hanno letteralmente assediato la sede del ministero dello Sviluppo economico. Dopo una giornata di tensione, in nottata è arrivata la fumata bianca dal tavolo intorno al quale erano seduti azienda, governo, sindacati ed enti locali.

L'accordo - "Su Alcoa è stato raggiunto uno storico accordo, ritirati i licenziamenti, assicurata continuità industriale fino a fine 2012". Così hanno spiegato i sindacalisti Fiom, Fim e Uilm in una nota congiunta. L'accordo, con il quale l'azienda ha rivisto la sua posizione di chiusura del sito entro aprile, prevede il ritiro della procedura di mobilità e il mantenimento della produzione, in presenza di manifestazioni di interesse, fino al 31 ottobre 2012. Il mese di novembre e dicembre verranno quindi usati per la eventuale fermata dello stabilimento e i lavoratori andranno in cassa integrazione dal 1 gennaio 2013 per un anno, prorogabile di un altro anno. In caso di mancanza di manifestazioni di interesse, che ad oggi sono cinque - tutte estere - l'avvio della cassa integrazione avverrà dal 1 novembre 2012. Ma c'è un'ulteriore voce dell'accordo che fa ben sperare i lavoratori: "L'azienda - si legge nel comunicato - si impegna per il periodo di un anno dallo spegnimento delle celle a presidiare gli impianti e a mettere le risorse economiche per l'eventuale riavvio in caso di subentro di un nuovo acquirente. L'azienda prevede che entro la fine di aprile le manifestazioni di interesse dovranno tramutarsi in lettera di impegno. Il governo si è impegnato a favorire le condizioni di contesto per l'ingresso di eventuali compratori, in particolare per quanto riguarda l'energia".

Questione energia - Uno dei terreni che aveva portato l'Alcoa a decidere la serrata dal mese di aprile era il caro energia. Ebbene, l'accordo, come spiega una nota della Fim, prevede  un regime transitorio, con la proroga di 2-3 anni, della cosiddetta superinterrompibilità nelle isole e per il quale sono in corso verifiche in sede UE. Una soluzione strutturale con la verifica del cosiddetto Interconnector (verifica con autorità competenti e Terna), di possibili accordi diretti con Enel e possibilità anche di autoproduzione (centrale Enel Sulcis 2 o altro investimento). La Regione e gli enti locali hanno calendarizzato impegni per la riqualificazione delle infrastrutture dedicate alla logistica come il porto e le strade annesse".

I lavoratori: "Fiduciosi" - Si dicono "stanchi ma fiduciosi" i lavoratori che con la loro rabbia e determinazione hanno presidiato per tutta la giornata di ieri la sede del Mise, in via Molilse, a pochi metri da via Veneto. Domani a Portovesme si terranno le assemblee dei lavoratori con la presenza dei segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm che illustreranno i termini dell'accordo. "La soluzione trovata ieri notte è sicuramente un passo avanti per la nostra vertenza - ha detto Franco Bardi, segretario generale della Fiom Cgil del Sulcis Iglesiente - naturalmente adesso si tratta di dare gambe alle sei pagine dell'accordo che ieri abbiamo sottoscritto, in ogni caso la nostra attenzione sarà comunque massima". Dello stesso avviso anche Rino Barca, segretario della Fim Cisl: "Ieri, grazie alla tenacia dei lavoratori si è ottenuto un buon risultato, è chiaro che terremo alta la guardia e non ci fermeremo. Sicuramente si tratta di un passo positivo per l'emergenza. Subito ci si metterà al lavoro per trovare soluzioni sulla questione energetica".

Cappellacci: "Spiraglio importante" - "Abbiamo aperto uno spiraglio importante: gli operai dell'Alcoa lavoreranno fino al 31 dicembre 2012, con un rapporto full time". Così il presidente della Sardegna, Ugo Cappellacci, ha voluto esprimere la propria soddisfazione per l'accordo raggiunto ieri notte. "Abbiamo spostato la spada di Damocle che incombeva sulle nostre teste e realizzato quell'arco temporale che permette di porre in essere tutte le azioni finalizzate a creare lo scenario in cui un nuovo operatore possa acquistare lo stabilimento di Portovesme. È necessario ora proseguire senza sosta l'azione comune definita durante l'incontro svolto nella giornata di ieri con i sindacati, i parlamentari, i consiglieri regionali e i rappresentanti del territorio sulla questione energetica, che si articola in due priorità: il decreto per l'interrompibilità e il contratto bilaterale per la fornitura energetica".

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