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Sabato, 27 Novembre 2021
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Aldo Moro, la rabbia della figlia: "La verità è diversa, denuncerò lo Stato italiano"

Sul sito www.salviamoaldomoro.it pubblicato un appello-petizione perché sia applicata la legge in favore delle vittime del terrorismo anche nei confronti di Aldo Moro

Il 9 maggio 1978 Aldo Moro è stato ucciso dalle Brigate Rosse. In occasione del 40esimo anniversario della scomparsa del padre, Maria Fida Moro - primogenita del presidente della Democrazia Cristiana - annuncia l'intenzione di voler denunciare lo Stato Italiano al Tribunale Internazionale dei Diritti dell'Uomo dell'Aja.

Alle telecamere di Matrix la donna aveva lanciato pesanti accuse alla politica di allora e a quella attuale.

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"Non solo non hanno voluto salvare mio padre ma, quattordici anni fa, si sono anche permessi di fare una legge (206 del 3 agosto 2004, ndr) in favore delle vittime del terrorismo e di applicarla per tutti tranne che per lui. Ho intenzione di fare causa alle istituzioni dello Stato quantomeno per complicità, favoreggiamento e omissione. E se non basta voglio andare alla Corte dell'Aia - visto che il terrorismo è equiparato a una guerra - perché mio padre è vittima di un crimine di guerra". Poi aveva chiosato: "Se dovesse succedere qualcosa a mio figlio o a me, di qualunque genere, in cinque diversi continenti saranno pubblicati documenti che con cura ho raccolto per quarant’anni".

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"Appello di Maria Fida e Luca Moro al popolo italiano"

Sul sito www.salviamoaldomoro.it è stato pubblicato un appello-petizione perché sia applicata la legge in favore delle vittime del terrorismo anche nei confronti di Aldo Moro. Maria Fida e suo figlio Luca Moro scrivono: "Vorremmo che firmaste questo appello-petizione con il quale si chiede al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati la totale applicazione della Legge n. 206 del 3 agosto 2004 in favore delle vittime del terrorismo e dei loro familiari e quindi anche di Aldo Moro e della sua famiglia. È talmente ingiusto che l’unica vittima in favore della quale non viene applicata sia la stessa la cui data di morte, 9 maggio 1978, sia stata scelta, con una legge apposita, come simbolica per la giornata della memoria che, collettivamente, ricorda tutte le vittime. E' ora che il Popolo ricordi al Parlamento il senso della sovranità popolare prevista dalla Costituzione".

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Il servizio di Veronica Altimari per RomaToday

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