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Venerdì, 14 Giugno 2024
La polemica

"Le donne cattive come il diavolo": chi è l'esperto del governo anti femminicidi

Fa discutere la nomina di Alessandro Amadori, docente di psicologia all'Università Cattolica di Milano e consulente del Miur da 80 mila euro l'anno, chiamato da Valditara a guidare il progetto "Educare alle relazioni"

Se già l'iniziativa in sé, che prevede dodici ore di lezione tenute da attori e influencer nelle sole scuole superiori, fa acqua da tutte le parti e non risponde alla reale esigenza di inserire materie come l'educazione sessuale e l'educazione sentimentale nei percorsi formativi di giovani e giovanissimi, il progetto "Educare le relazioni" promosso dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, rischia di trasformarsi in un pasticcio.

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A mostrare uno scenario degno dell'indimenticabile pellicola "Fantozzi contro tutti", la nomina a organizzatore del progetto del professor Alessandro Amadori, docente di psicologia all'Università Cattolica di Milano e consulente del Miur da 80 mila euro l’anno. Come ricorda il quotidiano "Domani", in un articolo a firma Christian Raimo, nel 2020 - non due secoli fa - Amadori ha pubblicato un libro dal titolo "La guerra dei sessi", in cui si nega la violenza maschile e si˜ sostengono tesi cospirazioniste su un presunto tentativo delle donne di dominare sui maschi: in pratica è una specie di generale Vannacci che scrive meglio in italiano.

Le tesi di Amadori

Secondo il docente (che con il ministro Valditara è anche co-autore del libro "È l'Italia che vogliamo. Il manifesto della Lega per governare il Paese", un testo che vanta una prefazione di Matteo Salvini) "la violenza di genere va derubricata sotto l'espressione della cattiveria". Nel libro incriminato, che riprende le tesi di un blogger sconosciuto, Amadori sostiene che "le donne sono cattive, lo sono sempre state, dalle figure bibliche a Lucrezia Borgia". A rendere ancor più tragicomico il tutto, il contenuto delle pagine che affrontano il tema dei femminicidi. "Dietro la punta dell'iceberg dei femminicidi - si legge - sembra però esserci il corpo dell'iceberg costituito dal bisogno di sottomissione maschile". Secondo la discutibile tesi, "una piccola, ma appariscente popolazione di donne, approfitta di questa tendenza maschile alla sottomissione e ne fa una vera e propria fonte di business".

Il movimento delle "ginarche"

Non manca un po' di sano complottismo: secondo Amadori, esisterebbe un movimento "psico-ideologico" chiamato "ginarchia", animato dall'invidia del pene. Sarebbe composto dalle ginarche, delle donne messe sullo stesso piano delle sadiche fisiche, delle umiliartici e delle necrofile. E cosa fanno queste ginarche? "Agiscono come delle amazzoni giustiziere, che vendicano l'intero genere femminile attraverso una totale svalutazione del maschile e, a tendere, la sua riduzione in schiavitù, con tanto di imposizione di strumenti di contenimento sessuale e di castità forzata".

Per l'esperto che dovrà "educare" gli studenti dei licei a rispettare le donne, "i raptus omicidiari sostanzialmente non esistono in quanto tali e bisogna piuttosto iniziare a parlare di cattiveria, aggressività e consapevolezza. Accanto a quella maschile, che si può esprimere nel femminicidio, esiste una speculare e parimenti feroce cattiveria femminile".

Le opposizioni: "Amadori non può restare al suo posto"

"È evidente che Alessandro Amadori non può restare al suo posto continuando ad occuparsi di 'educazione alle relazioni' e non può più in generale occuparsi di istruzione dei e delle giovani di questo Paese in ruoli di governo". A dirlo è il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra. "Un uomo convinto che stia crescendo un pericoloso 'business della dominazione femminile - spiega Fratoianni - non può mettere mano alle linee guida che dovrebbero contribuire a salvare le donne dalla violenza maschile. Non può. Perché, a differenza di quanto afferma nel suo libro delirante, non c'è nessuna guerra dei sessi da combattere, nella realtà invece e purtroppo ci sono solo centinaia di donne morte e decine di migliaia molestate e violentate. Il Ministro Valditara si vergogni di aver scelto un uomo così come braccio destro, chieda scusa, fermi la presentazione del progetto di Amadori e si faccia indicare dai centri antiviolenza, dalle associazioni di donne, da istituzioni autorevoli e dal parlamento i giusti consulenti e sopratutto le giuste consulenti".

Un invito che il ministro rispedisce però al mittente: "Il progetto 'Educare alle relazioni' - dichiara- è stato scritto dal dipartimento del ministero dell'Istruzione e del Merito dopo aver sentito il parere delle associazioni dei genitori, degli studenti, dei docenti, dei sindacati, dell'ordine degli psicologi e di diversi esperti fra cui anche giuristi e pedagogisti. Il documento è stato letto, condiviso e sottoscritto da me. È questo il documento che domani presenteremo ed è questo documento che va giudicato. Per un confronto proficuo su un tema importante, che riguarda i nostri giovani e tutta la società, sarebbe utile evitare polemiche pretestuose".

"Per Valditara chiedere spiegazioni sull'incarico ad Amadori è una polemica squallida? Per noi è squallido e sconcertante affidare un progetto sull'educazione affettiva a chi giustifica la violenza contro le donne", scrive su X la deputata Pd Ilenia Malavasi. "Abbiamo chiesto una informativa in aula e ci aspettiamo che il ministro risponda celermente" scrivono invece, in una nota congiunta, gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura alla Camera Antonio Caso, Anna Laura Orrico, Gaetano Amato e Susanna Cherchi. "In un momento storico come quello che stiamo vivendo - spiegano - con il fenomeno dei femminicidi che assume ogni giorno di più i contorni di una vera e propria strage, chiunque si accosti a questo argomento non può portare con sé le ombre di teorie bislacche e pericolose. E questo vale tanto più se si riveste un ruolo istituzionale pagato decine e decine di migliaia di euro con i soldi dei contribuenti".

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