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Venerdì, 14 Giugno 2024
L'attacco

Di Battista attacca Conte: "M5S dimezzato, c'è un problema politico"

L'ex parlamentare di punta dei pentastellati affida a un video pubblicato sui social la sua analisi del voto e critica il suo ex partito: "Quello col Pd è un abbraccio mortale"

"L'esito di queste elezioni europee non mi ha stupito affatto, a cominciare dal dato più tragico e più drammatico che è quello dell'astensionismo". Inizia così l'analisi del voto alle europee dell'ex parlamentare di punta del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, che commenta i risultati in un video pubblicato sui suoi social. Di Battista non ha risparmiato critiche al suo ex partito per il risultato molto deludente.

Più di mezza Italia non ha votato, ma da oggi tornerà a lamentarsi

L'ex grillino della prima ora ha citato tutti i dati dell'affluenza alle elezioni europee dal 1979, anno della prima tornata, fino a quelle dell'8 e 9 giugno di questo anno. "Se una minoranza elegge i rappresentanti - continua - è lecito parlare di democrazia deviata. Ma è troppo facile prendersela contro i menefreghisti, perché nel non voto c'è gente che scende anche in piazza o magari vota nei comuni. Piaccia o non piaccia, molte delle persone che oggi non votano sono appassionate di politica, ma pensano che sia inutile votare".

"Giorgia Meloni ha perso 610 mila voti. Il M5S ha un problema politico"

Analizzando il risultato dei singoli partiti, Di Battista ha declinato il risultato sui voti assoluti, che a suo dire raccontano una storia diversa rispetto alle percentuali: "Giorgia Meloni - spiega - ha paragonato le politiche del 2022 alle europee; ma Fratelli d'Italia, che ha preso oltre il 28 per cento, ha perso ben 610 mila voti rispetto a due anni fa. Al contrario, il Pd di Elly Schlein ha preso 251 mila voti in più e io penso che molti di loro siano elettori che nel 2022 votarono per il Movimento 5 Stelle, che oggi si trova nella situazione più complicata della sua vita politica. La Lega invece ha perso, nel giro di 2 anni, 377 mila voti, nonostante il cosiddetto effetto Vannacci, che ha giovato della campagna elettorale e dalla pubblicità che gli ha fatto Repubblica, alla cui redazione dovrebbe mandare un mazzo di fiori. Anche Forza italia, rispetto alle politiche, ha perso 44 mila voti".

Il tonfo clamoroso del M5s alle europee: mai così male nella sua storia

Molto dura l'analisi di Di Battista sul risultato del Movimento 5 Stelle: Giuseppe Conte non viene mai citato direttamente ma la bocciatura è chiara: "La situazione del Movimento 5 Stelle - spiega l'ex deputato - è drammatica da diversi anni e oggi rompere l'abbraccio mortale col Pd è oggi più complicato, perché i dem l'hanno più che doppiato; ma abbracciarlo ancora di più rappresenterebbe una lenta agonia. Quello dell'8 e del 9 giugno era un risultato aspettato perché tutte le tornate elettorali precedenti, nei comuni e nelle regioni, erano andati male. In 5 anni il Movimento 5 Stelle ha perso 2 milioni e 200 mila voti e si è di fatto dimezzato. Rispetto alle politiche del 2022 ha perso due milioni di voti. E non credo che mettere candidati più conosciuti avrebbe cambiato qualcosa, perché il problema è politico". 

"Colpito l'asse franco-tedesco e la strategia Nato in Ucraina"

Nei suoi 28 minuti di monologo, Di Battista è tornato ad attaccare la Nato, colpevole - a suo dire - di una strategia belligerante in Ucraina, una strategia che per l'ex grillino ha avuto ricadute molto forti sul voto europeo. "Il voto in Europa - spiega ancora - ha colpito il cosiddetto asse franco-tedesco, che ha avallato la strategia folle voluta da Biden e dalla Nato in Ucraina. Alcuni partiti dell'estrema destra - forse bluffando - si dichiarano meno guerrafondai dei liberal e dei radical-chic che oggi governano in Germania e in Francia. Macron è stato colpito dal punto di vista elettorale e in un sussulto di dignità ha sciolto l'assemblea nazionale dopo essere stato doppiato dal partito di Le Pen: era lui che aveva paventato l'escalation con un intervento diretto dei soldati Nato in Ucraina. Gli elettori delle europee hanno bocciato questa folle strategia. Di questo sono contento, come sono contento che Matteo Renzi, Emma Bonino e Carlo Calenda siano fuori dal nuovo Parlamento Europeo.

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