Sabato, 19 Giugno 2021
L'intervista

Il Viceministro Morelli spinge le grandi opere: "11 miliardi per i Giochi di Milano Cortina, dal ponte sullo Stretto 100mila posti di lavoro"

Non solo Olimpiadi e il ponte di Messina: in una lunga intervista a Today il numero due del Ministero delle Infrastrutture spiega come il futuro del Paese siano le grandi opere e le semplificazioni burocratiche: "Sì anche a Tav e rivedere codice appalti"

Il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Alessandro Morelli - foto Ansa

La Lega spinge sulle grandi opere pubbliche e lo fa all’interno del Governo, forte anche degli investimenti previsti per l’Italia dal Recovery Plan. Di sicuro è al lavoro per aprire piccoli e grandi cantieri in tutto il Paese Alessandro Morelli, che dal 1 marzo ricopre l'incarico di Viceministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili nel governo Draghi. Lui, che di recente ha inaugurato il nuovo tratto della superstrada Pedemontana Veneta, vuole anche le 46 grandi opere collegate alle prossime olimpiadi invernali, da realizzare tra Lombardia e Veneto e il tanto contestato ponte sullo stretto di Messina.

Ma l’Italia ha da sempre problemi con grandi incompiute e cantieri eterni di cui non si ricorda l’inizio e non si vede mai la fine. Solo per citarne alcuni, la A12; l'Autostrada Tirrenica, che doveva collegare Genova con Roma ma che aspetta da decenni di essere completata; tutto il tratto centrale tra Toscana e Lazio di 180 km; Siena e Grosseto; in Piemonte la A33 Asti-Cuneo; il caso della Perugia-Ancona; c'è poi la diga sul fiume Melito, nel comune di Gimigliano (Catanzaro).

Sono solo alcune delle infrastrutture incompiute in cui strade e autostrade sono tallone d’Achille. Come si risolve questo problema al netto della pioggia di investimenti in arrivo col Recovery?
“Quella delle opere incompiute è una piaga del nostro Paese, figlia di scelte politiche miopi e ideologiche, aggravate dalle lungaggini processuali che finiscono con l’impantanare la maggior parte dei cantieri in ricorsi e controricorsi. Su questo fronte è necessario un cambio di passo che fissi dei tempi precisi. Se vogliamo un Paese che corre, rivedere il Codice degli appalti, quale compendio normativo pensato più per bloccare le opere che per promuoverne la realizzazione, è un obbligo della classe dirigente. Il suo parziale superamento, fortemente voluto dalla Lega con il decreto "sblocca-cantieri", ha dato i suoi frutti. Il decreto "semplificazioni" varato dall’attuale Governo si inserisce in questo solco, ma è solo un nuovo passaggio del percorso che ci porterà ad una normativa coerente con le necessità del Paese. Mi lasci però evidenziare un dato di fatto: se in questi mesi abbiamo commissariato 60 opere e ci accingiamo a fare lo stesso con altre 30, evidentemente, il Codice non funziona”.

Quali delle tratte ferroviarie ad alta velocità citate nel documento del Pnrr dovrebbe avere priorità?
“Proprio perché inserite nel PNRR, tutte le tratte ferroviarie AV individuate sono prioritarie per lo sviluppo del Paese. A titolo di esempio: la Brescia-Verona-Vicenza-Padova o la Liguria-Alpi sono due tratte di cui si parla da tempo e che ora assumono ancor più rilevanza in vista delle Olimpiadi invernali 2026. Lo stesso discorso vale per la Salerno-Reggio Calabria e per la Napoli-Bari, il cui celere completamento è funzionale a dare dei collegamenti adeguati alle regioni meridionali del Paese”.

Se lei dovesse pensare alle prime infrastrutture per rilanciare il paese, quali le vengono in mente?
"Da appassionato di sport e delegato ai Giochi olimpici Milano-Cortina del 2026, sicuramente quelle collegate alle Olimpiadi invernali. Stiamo parlando di quasi 60 opere per un totale di 11 miliardi di investimento. I Giochi saranno il primo grande evento europeo post Covid. È una straordinaria opportunità per rilanciare l’immagine dell’Italia e tornare con concretezza nella realtà, lasciando alle spalle i mesi bui della pandemia. Poi c’è il ponte sullo Stretto, un dossier sul quale sto mettendo faccia e cuore. La gente del Sud, laboriosa e dignitosa, va messa nelle condizioni di poter esprimere al meglio il proprio potenziale, non anestetizzata con misure assistenzialiste. Solo in fase di realizzazione, il ponte garantirà 100mila posti di lavoro veri l’anno. Senza contare che è un’opera strategica dal punto di vista dell’interscambio commerciale: oggi verso Suez, domani con il continente africano, che è la Cina del futuro. Servirà a ridisegnare il baricentro dell’Europa e il Sud Italia sarà protagonista".

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Autostrade per l’Italia, dopo 22 anni dalla privatizzazione, torna in mano pubblica. Secondo lei adesso potremo stare tranquilli che certe manutenzioni non verranno più disattese?
"Dopo il crollo del ponte Morandi dovevamo alle vittime, ai loro familiari e all’intero Paese un gesto forte nei confronti di Atlantia. Detto questo, non bisogna ragionare in termini di antagonismo tra pubblico e privato. Non sono modelli alternativi ma integrati. Lo Stato però deve vigilare affinché le concessioni non siano più un’occasione di arricchimento su beni pubblici come le ha sempre intese la sinistra".

Il gruppo di lavoro del Ministero dei Trasporti sul Ponte sullo Stretto di Messina dà il suo ok all'ipotesi di un ponte (meglio a più campate) mentre ritiene meno praticabile l'idea del tunnel. Queste le conclusioni che si leggono in un lungo documento depositato sul sito del Mit. Lei è pronto a spingere per fare il ponte sullo stretto?
"Io sto già spingendo perché questo avvenga. È fondamentale per il Sud, per l’Italia e per l’Europa. È chiaro che bisogna intervenire anche sulla viabilità e i trasporti di Calabria e Sicilia, altrimenti un’infrastruttura del genere non avrebbe senso. E, al contempo, la realizzazione del ponte sullo Stretto è precondizione essenziale per l’adeguamento del sistema trasportistico delle due regioni, soprattutto rispetto all’annosa questione dell’alta velocità fino a Palermo".

Tav, sono passati così tanti anni che abbiamo capito che non ci serve in realtà o serve più di prima?
"Certo che ci serve, come prima se non di più, dal momento che questo Governo e l’Europa stanno puntando tutto sulla transizione ecologica. Il tratto italiano è solo un piccolissimo segmento di una tratta che connette le regioni d’Europa in maniera pulita. I prodotti italiani potranno viaggiare velocemente per il Continente, permettendo alle nostre aziende di conquistare mercati prima difficilmente raggiungibili. Inoltre, c’è il discorso della sostenibilità "umana": l’alta velocità ci fa guadagnare tempo, che è il bene più prezioso, da dedicare alle persone a cui vogliamo bene o a noi stessi. In più non si può pensare di darla vinta ai violenti che in questi anni si sono opposti con modalità terroristiche alla sua realizzazione".

Parliamo di politica di partito. “Di fronte ad ogni esagerazione della politica ci devono essere delle scuse”. Lo ha detto lei parlando del caso Uggetti, all’Aria che Tira su la 7. Ma la Lega è un partito che in passato ha avuto le sue esagerazioni, pensiamo ai migranti. È finita un'epoca, come per M5s, anche per la Lega? Dovremo abituarci a vedere un partito più moderato?
"Quali sarebbero le nostre esagerazioni? Combattere l’immigrazione clandestina, il traffico di esseri umani e il business dell’accoglienza? Noi non facciamo processi sommari, cerchiamo solo di dare risposte ad un problema che la sinistra non ha il coraggio di affrontare, mentre persino una delle sue eroine, Kamala Harris, oggi invita gli immigrati a “non partire perché saranno respinti”. Per la Lega il problema non è mai stato il colore della pelle o la nazionalità, non a caso il primo senatore nero nella storia della Repubblica italiana, Toni Iwobi, è della Lega. Quello che abbiamo sempre condannato è l’illegalità".

Lega sempre primo partito d’Italia, ma ha perso molto in questi 3 anni e adesso sta arrivando da dietro Giorgia Meloni. Dove avete sbagliato? La leadership di Salvini è in pericolo?
"Noi ragioniamo sul lungo periodo e non in base a indici di gradimento estemporanei e volubili. I risultati che la Lega sta ottenendo al Governo daranno i loro frutti già tra qualche mese. La battaglia sulle riaperture, la cura dimagrante alla burocrazia, l’attenzione alle partite Iva e alle imprese duramente colpite dal Covid sono obiettivi fissi nella nostra agenda. Dopo aver realizzato le riforme necessarie alla ripartenza del Paese, ci prepariamo a governare con il centrodestra unito. Salvini anche in questi giorni sta dimostrando di avere un progetto politico di grandi orizzonti e proiettato al futuro. È il segno della solidità della sua leadership".

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