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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Nuovo Centrodestra

Il Nuovo centrodestra di Alfano è già passato: si cambia nome

Mentre prosegue il conto degli ex berlusconiani pronti a seguire il vicepremier nella nuova avventura è ormai certo che la nuova forza politica non vedrà luce con il nome lanciato pochi giorni fa: è poco accattivante

Siamo i nuovi moderati. Avremo la nostra casacca, nuova. Corriamo da soli. Tutto nuovo a destra, si cambia. Talmente nuovo da chiamarsi ‘Nuovo centro destra’. Che è un po’ come dire, di là, in quel di Forza Italia, in casa di Berlusconi, c’è il vecchio. Vecchio partito, vecchio gerarca, antiche gerarchie, insondabili buchi neri. Di qua, invece, nella parte più centrista dello strappo, tra colombe e governativi, c’è la progettualità, la trasparenze, le primarie. Le facce sono le stesse, ma c’è aria di rivoluzione.

Senza allargarsi troppo: parlare di ‘Woodstock’ a destra e pensare a un pulmino Volkswagen guidato da Cicchitto e Quagliariello è decisamente eccessivo. Anche perché a forza parlare del nuovo, in quel pulmino hanno già iniziato a discutere. E le polemiche sono tutte in vecchio stile, nel perfetto stile delle ‘giovani’ marmotte democristiane.

Sì perché da una parte Angelino Alfano, il vicepremier, sta lavorando alla struttura di Ncd. Dall’altra, i suoi, hanno già cominciato le prime liti. Su cosa? Sull’ABC. I nomi sui due novo capogruppo a Camera e Senato. Un vero e proprio braccio di ferro tra Maurizio Sacconi, Andrea Augello (favoriti per l'incarico) e Laura Bianconi.

Avanti così mentre in casa di Ncd si sta preparando l’assemblea di sabato con parlamentari e consiglieri regionali. Un passaggio chiave per la convention del 7 dicembre, in cui sarà presentato ufficialmente il logo (tra i vari bozzetti i più gettonati sono quelli con il tricolore ben in vista a fare da sfondo alla parola ‘centrodestra’). E il nome: già, perché ‘Nuovo centrodestra’ e sì ‘nuovo’ ma è invecchiato alla velocità della luce visto che non buca. Quei geni della comunicazione, che il giorno dell’annuncio dovevano essere all’estero, stanno pensando a qualcosa di più accattivante e immediato. Potere del ‘nuovo’, che maciulla il presente con voracità bulimica.

Va bene la forma, e tuttavia guai a dimenticarsi del pallottoliere politico. I nomi di chi sta con chi. Questione di peso. Per Ncd, che ha bisogno di dimostrare che il gota del Pdl, già vecchio, ha scelto la linea Alfano. Per Forza Italia, o meglio, per Berlusconi, che è tutto preso stoppare la slavina interna per non trovarsi solo tra le quattro mura di Arcore con Verdini, Bonaiuti, Bondi, Brunetta e Santanchè.

Una partita nella partita, che definirà il centrodestra di domani che già sta facendo sorridere in casa Ncd che attendono importanti arrivi. Quanto meno questa è la convinzione di Roberto Formigoni che senza mezzi termini parla di molti europarlamentari, attualmente rimasti in Forza Italia, che a marzo potrebbero chiedere di candidarsi con Ncd. E in base ad un primo censimento dei consiglieri regionali, l’ex governatore della Lombardia ragiona su dati che darebbero la squadra di Angelino al 40 per cento del vecchio Pdl, con punte fino al 50 per cento nelle regioni, come la Lombardia e il Veneto, dove ci sono persone elette con le preferenze.

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