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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Politica

"Espulsi 102 terroristi in 18 mesi", Alfano mette al bando gli imam fai-da-te

Il Ministro dell'Interno ha elencato il numero di soggetti "radicalizzati" espulsi da gennaio 2015, ben due solo nelle ultime ore. Alfano ha auspicato una migliore collaborazione con le comunità islamiche affinché nelle moschee le prediche avvengano in italiano

Centodue espulsioni in diciotto mesi, in media più di 5 potenziali terroristi espulsi ogni mese perchè identificati come "soggetti evidenziati per radicalizzaione o sostegno ideologico alla jihad". Sono i numeri forniti dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, nel corso del question time al Senato. Di questi 102 espulsi dal gennaio 2015 ben 8 erano imam e gli ultimi due "indiziati di terrorismo" sono stati portati fuori dai nostri confini nelle ultime ore. 

"Nelle ultime ore abbiamo provveduto ad altre due espulsioni"per motivi di sicurezza ha detto Alfano. Si tratta di due marocchini. Il primo, 25enne, era stato indagato "per aver scardinato un crocifisso nella chiesa di San Geremia a Venezia". Dopo essere stato ricoverato in psichiatria all'ospedale della città lagunare, è stato rimpatriato con un volo per Casablanca dall'aeroporto Marco Polo. La seconda espulsione ha riguardato un 69enne marocchino che era stato arrestato il primo gennaio 2015 per danneggiamento aggravato, poichè aveva urlato "espressioni avverse alla religione cattolica" nella chiesa di Cles.

titolare del Viminale ha spiegato come il nostro paese ha un elenco "che non è fisso degli obiettivi chiamati sensibili" che vanno, quindi, rimodulati di continuo, e che ha invitato i prefetti a farlo nei loro territori. Alfano si è poi rivolto alle comunità islamiche in Italia per auspicare il bando degli "Imam fai da te" e auspicando che si arrivi a "predicare nelle moschee in italiano e non in altre lingue".

Solo ieri era stato espulso un imam marocchino di 51 anni, Mohammed Madad, residente fino a 6 mesi fa nel Reggiano e di recente nel Vicentino, in base ad provvedimento del ministro dell'Interno per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. L'accusa è di essere un sostenitore dell'Islam radicale. Madad guidava il Centro di preghiera e cultura islamica "Asonna" di via delle Arti 12, dove è arrivato nel dicembre dello scorso anno dalla provincia di Reggio Emilia. Fin da subito, scrive VicenzaToday, il suo atteggiamento rigido e intransigente ha suscitato malcontento tra gli stessi fedeli e frequentatori della moschea. Aveva anche chiamato una delle sue figlie Jihad. Madad dopo essera stato prelevato da casa, è stato imbarcato alle 22.40 su un volo in partenza da Fiumicino e diretto in Marocco con il divieto di rientrare in Italia per i prossimi 15 anni.

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