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Martedì, 5 Marzo 2024
Il caso tiene banco

Alfredo Cospito "è sempre più magro, ha perso 45 kg". Scontro Pd-Fdi sulla visita in carcere dei dem

Il legale del detenuto al 41bis "La situazione si sta complicando". Intanto emerge un retroscena sull'incontro dei parlamentari Pd con l'anarchico avvenuto lo scorso 12 gennaio

"Alfredo è sempre più magro, ha perso 45 chili. La situazione si sta estremamente complicando e si sta andando oltre la soglia critica". È quanto ha riferito l'avvocato Flavio Rossi Albertini, difensore di Alfredo Cospito, dopo aver incontrato nel carcere di Opera l’anarchico in sciopero della fame da oltre 100 giorni per protestare contro il 41bis. Cospito, ha aggiunto il legale, è "assolutamente determinato ad andare avanti ma è consapevole che ciò porterà a delle conseguenze irreparabili". 

Per Michele Usuelli, consigliere regionale dei Radicali in Lombardia, Cospito "è lucido, vigile, reattivo, respira bene, e in grado di sostenere un dialogo anche con passaggi complicati. Quindi la carenza di cibo non gli fa perdere la lucidità mentale". Il consigliere ha incontrato l'anarchico in carcere mercoledì 1 febbraio. "Abbiamo parlato una mezzoretta. Sono rimasto piacevolmente stupito del fatto che avesse voglia di parlare con un dirigente politico, non lo davo per scontato" ha aggiunto Usuelli. "Mi sono presentato, ho provato a rappresentare la mia storia e chi sono e ha voluto volentieri parlare con me". 

Secondo il consigliere ci sarebbero "degli spiragli di dialogo per provare a chiedergli di condannare questi gesti" violenti. Cospito "non sta facendo una battaglia 'pro domo sua', ma una battaglia di sistema" ha detto ancora il consigliere. "L'obiettivo finale è quello di guadagnare una maggiore civiltà a questo Paese. Lo stato deve punire con la privazione di libertà le persone che si sono macchiate di gravi reati, impedendogli di parlare con l'esterno, però un trattamento più umano e meno degradante della situazione umana della singola persona un Paese civile lo può guadagnare".

L'esponente radicale racconta poi che Cospito gli ha chiesto "di parlare anche con gli altri malati del 41 bis. Io gli ho detto 'signor Cospito ho già fatto il giro di tutti'. Lui era molto stupito e felice di questo, perché invece mi diceva che quelli del Pd a Sassari sono andati direttamente da lui e lui gli ha chiesto di andare a parlare anche con gli altri. Quindi ho le prove che non sta facendo una battaglia pro domo sua, ma gli interessa l'obiettivo di sistema". 

Lo scontro tra Fdi e Pd sulla visita in carcere dei parlamentari dem

E proprio sulla visita di alcuni esponenti Pd nel carcere di Sassari, avvenuta lo scorso 12 gennaio, si sta consumando lo scontro politico tra i dem e Fratelli d'Italia. E sì perché come rivelato anche dal 'Fatto quotidiano', ai parlamentari Walter Verini, Andrea Orlando, Debora Serracchiani e Silvio Lai che erano andati a trovare l'anarchico in carcere per accertarsi del suo stato di salute, Cospito avrebbe detto: "So che siete venuti per me, ma prima dovete parlare con loro", indicando le celle in cui erano reclusi tre mafiosi al 41bis. Verini avrebbe ammesso che qualche contatto con gli altri detenuti c'è stato. "Ma non abbiamo mica obbedito a Cospito: l'avremmo fatto comunque, anche se non ce l'avesse chiesto". Nulla di scottante in ogni caso, ha minimizzato il senatore, solo qualche domanda di circostanza dallo spioncino. "Chiedevamo 'da quant'è che è qui?' e loro rispondevano 'trent'anni', 'venti', 'dieci'. Cose del genere. È normale, così accade quando si va in visita in carcere".

Fratelli d'Italia però va all'attacco. "Occorre che i parlamentari del Pd dicano le ragioni per le quali non abbiano rifiutato la richiesta del terrorista Cospito. Fratelli d’Italia continuerà la battaglia in difesa del 41-bis per terroristi e mafiosi" dice il capogruppo alla Camera Tommaso Foti. Per il senatore FdI Sandro Sisler quanto accaduto a Sassari è "un insulto all'onorabilità delle nostre Istituzioni democratiche. Sul caso Cospito, evidentemente, sta cadendo la maschera del Partito democratico". "Le illazioni uscite sulla stampa nazionale circa l'invito di Cospito ai parlamentari Pd, che lo hanno visitato in carcere, di parlare con i mafiosi per discutere del 41 bis se vere sono gravissime" dice invece Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera.

Va detto, a scanso di equivoci, che nessun esponente del Pd dopo la visita in carcere ha messo in dubbio l'utilità del carcere duro per i reati di mafia. Ma la polemica è comunque rovente. E Fratelli d'Italia non si fa scrupoli a cavalcarla. 

Il Pd: "Eravamo lì per sincerarci delle condizioni di salute di Cospito"

I parlamentari del Pd rispondono con una dura nota congiunta. "Gli incontri nel carcere di Sassari - si legge - li abbiamo fatti perché erano il motivo della nostra visita come abbiamo ribadito allo stesso Cospito. Abbiamo chiarito che eravamo lì non per ascoltare le sue valutazioni ma per sincerarci delle sue condizioni di salute e l'adeguatezza della struttura al regime di detenzione del 41 bis. Tanto è vero che subito dopo abbiamo proseguito gli incontri sia con i detenuti dello stesso passeggio, con i detenuti comuni e con il personale che lavora nel carcere: dirigenti, medici, polizia penitenziaria".

 "Abbiamo sempre ribadito l'esigenza assoluta di mantenere l'istituto del 41 bis come strumento di contrasto alla criminalità organizzata - aggiungono i parlamentari - che trova traccia nelle dichiarazioni all'uscita del carcere e in interviste rilasciate nei giorni seguenti".  

Le polemiche sul caso Donzelli

Quindi i dem vanno all'attacco sul caso Donzelli, il deputato di Fratelli d'Italia e fedelissimo di Giorgia Meloni, accusato di aver rivelato alla Camera "informazioni sensibili con carattere riservato" su Alfredo Cospito. Quelle informazioni, come hanno ammesso gli stessi interessati, gli erano state fornite dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Non solo. Nel suo intervento in aula Donzelli aveva lanciato anche precise accuse: "Cospito - aveva detto - il 12 gennaio ha incontrato anche i parlamentari Serracchiani, Verini e Orlando che andavano a incoraggiarlo nella battaglia: questa sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi e della mafia?". Accuse che il Pd ha seccamente rigettato. 

"I vostri tentativi di buttare la palla in tribuna per difendere l'indifendibile sono sempre più goffi" si legge nella nota dei dem. "Il tema, purtroppo, è di una gravità inaudita e, come abbiamo ribadito, andremo fino in fondo finché tutto non sarà chiarito perché è inquietante utilizzare informazioni riservate per manganellare l'avversario politico. Qualcosa che non si è mai visto. Chi ha utilizzato queste assurde insinuazioni nei confronti del Pd e per colpire noi ne risponderà in tutte le sedi".

Bonaccini: "Donzelli accosta il Pd al terrorismo, le sue parole sono irricevibili"

L'opposizione intanto continua a chiedere le dimissioni di Donzelli e Delmastro che però hanno fatto già sapere di non essere disposti al passo indietro. Sul caso è intervenuto anche Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia Romagna e candidato alla guida del Pd alle prossime primarie. "Le parole di Donzelli sono irricevibili e molto gravi. Non si possono usare strumenti riservati per colpire o usare la clava contro l'opposizione. Accostando il Pd a mafia e terrorismo, ma come si permette? Io governo una regione che subito l'Italicus, la strage di Bologna, stragi fasciste... Ci vuole misura e rispetto. Sono state parole gravissime e fa bene il Pd a chiedere chiarezza, a investire il governo e chiedere che chi ha detto cose del genere non possa restare al suo posto".

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