Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Sono tornati gli anni di piombo?

Macerata, Bologna, Piacenza, Palermo, Perugia, Roma. Non si arresta l'iperbole di violenza nei giorni pre elezioni. Un clima che sembra riportare indietro le lancette della storia

Scontri tra polizia e centri sociali in vista del comizio del leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, in piazza Galvani, Bologna, 16 febbraio 2018. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

I rossi e i neri, i "fasci infami" e gli estremisti di sinistra, i coltelli, le pistolettate, gli scontri ai cortei, gli agguati e i pestaggi. Scrivi 2018, ti sembra di leggere anni Settanta. Punto primo: qui non serve soffiare sul fuoco né fare sensazionalismo giornalistico. Punto secondo: i recenti fatti di Macerata, di Piacenza, di Palermo, di Bologna, di Roma, di Perugia, però, sembra evidente, un interrogativo lo pongono. Sono tornati gli anni di piombo? L'iperbole di violenza degli ultimi giorni è la vera protagonista non solo della cronaca ma di una campagna elettorale vuota nei programmi, assente nei confronti, esagerata nei toni. C'è un minimo comun denominatore tra i fatti di cronaca che occupano le pagine dei giornali a pochi giorni dal voto del 4 marzo: le violenze di piazza e i pestaggi tra "rossi e neri" sembrano aver riportato indietro le lancette della storia. E la politica spesso cavalca l'onda, estremizzando la dialettica con la speranza di raccogliere consenso elettorale da un scontro talmente tanto polarizzato da risultare anacronistico.

Proprio ieri l'intelligence italiana ha presentato un dossier in cui si fa il punto sul fenomeno dell'eversione militante radicale. Gli 007 hanno parlato dei "rischi del radicalismo interno". Secondo la relazione, occorre evitare che "la reazione violenta al disagio sociale oppure la pratica violenta dell'estremismo politico non sfoci nel germe della eversione interna". "Dobbiamo tenere alta la guardia: quel rischio non può avere le caratteristiche che aveva in passato ma non può essere dato per superato una volta e per sempre", ha spiegato il premier Paolo Gentiloni.

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L'oltraggio al memoriale per la strage degli agenti e il sequestro di Aldo Moro da parte delle Br, in via Fani a Roma, è solo l'ultimo episodio - "simbolico", a pochi giorni dal quarantennale del sequestro dello statista - inserito in un clima velenoso e incattivito.

Da Macerata a Perugia: la deriva

Sono stati forse i fatti di Macerata, con la follia razzista di Luca Traini che ha tentato di fare una strage di migranti dopo l'omicidio di Pamela Mastropietro, a dare la stura alla catena incresciosa degli eventi.

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Ieri, a Palermo, il segretario provinciale di Forza Nuova Massimo Ursino è stato legato e pestato a sangue in strada, a pochi passi dalla sede del movimento di estrema destra: tutto rivendicato con una mail inviata a PalermoToday dagli antifascisti. In mattinata è arrivata la condanna dell'accaduto da parte della presidente della Camera e candidata per Liberi e Uguali Laura Boldrini: "Condanno la brutale aggressione di Palermo ai danni di un esponente di Forza Nuova. I violenti non usino l'antifascismo per giustificare le loro azioni, l'antifascismo è una cultura di pace". Il 16 febbraio a Bologna si erano registrati scontri tra la polizia a gli antagonisti dei centri sociali che avevano tentato di fermare il comizio del leader forzanovista Roberto Fiore. Risentimento e rancore passano anche per Piacenza, dove sabato scorso, durante un corteo antifascista, un carabiniere è stato picchiato da alcuni manifestanti che armati di aste e sassi hanno provato a forzare il cordone delle forze dell'ordine. Nelle scorse ore, un attivista di Potere al Popolo ha denunciato di essere stato aggredito con un coltello mentre affiggeva manifesti elettorali alla periferia di Perugia. Contuso un altro attacchino.

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Dice bene Gentiloni: gli anni Settanta sono lontani ed è sbagliato e fuorviante agitare lo spettro del terrorismo e della lotta armata che insanguinarono quel periodo storico, ma i fatti recenti dimostrano che no, quel rischio non può essere affatto sottovalutato. Soprattutto se la politica, una certa politica, ci soffia sopra.

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