Migranti, naufraga la riforma per redistribuire i rifugiati: Salvini assente

I ministri degli Interni degli Stati europei rinviano a dopo le elezioni la revisione delle regole di Dublino sui richiedenti asilo: assente al tavolo negoziale il ministro italiano

Che il ministro degli interni Matteo Salvini non ami Bruxelles è cosa nota, eppure anche oggi - ad un tavolo negoziale importante come quello sulla riforma di Dublino - il leader del Carroccio è risultato assente.

Nonostante quello dei migranti sia stato il tema sicuramente vincente della campagna elettorale, al tavolo che avrebbe dovuto decidere sulla sorti della riforma delle regole dell’accoglienza dei richiedenti asilo e la ripartizione dei migranti tra Paesi dell'Unione europea, l'Italia è arrivata (Molteni ci perdonerà l'espressione, ndr) ancora una volta "spuntanta".

E non è la prima volta: come da registro delle presenze, sui sei incontri avvenuti da quando si è insediato il Governo gialloverde, il vicepremier ha presenziato a una sola riunione del Consiglio Giustizia e affari interni.

“Il governo italiano, così come faceva quello precedente, è presente nel proporre le proprie posizioni e continuiamo a lavorare molto da vicino con loro”, ha dichiarato il commissario per l'Immigrazione Dimitris Avramopoulos, evitando polemiche e aggiungendo che Salvini “mi aveva chiamato per spiegarmi perché non poteva partecipare”.

La riforma di Dublino rinviata a dopo il voto

Salvini assente a parte, ancora una volta i ministri degli Interni dei 28 Stati membri non hanno trovato un accordo sulle norme proposte dalla Commissione e votate dall’Eurocamera: per superare il trattato di Dublino e trovare un sistema di ricollocamento obbligatorio che non lasci sole le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo occorrerà aspettare le elezioni europee del prossimo maggio.

Nella riunione di Bruxelles comunque a poco o nulla sono servite le esortazioni del commissario europeo, che aveva chiesto senso di responsabilità ai Paesi Ue.

Dublinanti, la nuova sfida su cui si gioca il futuro dell'Europa 

"Se non adottiamo un sistema di asilo comune europeo, l'Europa nel futuro sarà molto vulnerabile", aveva detto Avramopoulos.

Il commissario greco ha poi sottolineato che la riforma dell’asilo era una delle “questioni pendenti” da risolvere in vista delle elezioni europee. Ma gli Stati membri si sono dimostrati, ancora una volta, divisi e non interessati a raggiungere un compromesso su un tema così scottante, sul quale si giocherà la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo a maggio.

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