Mercoledì, 16 Giugno 2021
La riforma

Buona Scuola, Renzi gela i precari: a rischio 100mila assunzioni

Il premier a Porta a Porta: "Il provvedimento sui centomila precari non riuscirà ad essere approvato in tempo per colpa degli emendamenti". La Buona scuola potrebbe slittare di un anno

ROMA - Renzi 1 è passato al contrattacco e torna a fare la voce grossa nel partito. Il premier, ospite ieri sera di Bruno Vespa a Porta a Porta, a proposito delle opposizioni che a suo giudizio stanno rallentando la riforma della scuola, ha annunciato che i centomila precari in attesa di stabilizzazione non saranno assunti a settembre, per colpa degli emendamenti piovuti in commissione. "Quest'anno, con tremila emendamenti in commissione, non si riesce ad assumere i centomila precari della scuola a settembre. Le scelte dell'opposizione hanno come conseguenza che il provvedimento non riuscirà ad entrare in vigore in tempo", ha spiegato il presidente del Consiglio.

UNA CONFERENZA SULLA SCUOLA - La Buona scuola slitta, quindi, di un anno. "Faccio tesoro del suggerimento di Lula: se sei convinto di aver ragione, ma hai l'opinione pubblica contro, fai una conferenza nazionale, racconti la tua proposta, ascolti le critiche e poi decidi. A inizio luglio faccio una conferenza sulla scuola, sento tutti, dai sindacati alle famiglie per un giorno, e dopo si decide", ha rilanciato Renzi. Il deputato del Partito democratico Roberto Speranza ha dato una sua personale interpretazione dell'annuncio del premier: "Renzi accetta l'idea di riaprire confronto con il mondo della scuola. È una scelta giusta. La riforma va fatta con insegnanti e studenti", ha scritto su Twitter.

LE CRITICHE DI SEL - Di segno opposto, invece, sono i commenti che arrivano da Sinistra ecologia e libertà: "Il ricatto di Renzi è quanto di più cinico e inaccettabile si possa immaginare", hanno detto Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto-Sel e Alessia Petraglia, senatrice e membro della commissione Istruzione. "Non c'è nessun ostruzionismo, si è appena iniziato a votare in commissione per volontà del governo e del Pd. La verità è che Renzi teme il voto della commissione e per evitare di confrontarsi con il parlamento non esita a usare come ostaggi centomila lavoratori precari". Se il problema fossero i troppi emendamenti, argomentano le rappresentanti di Sel, "la soluzione è semplice: approvare lo stralcio della parte riguardante le assunzioni e varare un piano pluriennale. Procedere con un decreto per le assunzioni. Non ci pare che lo strumento gli sia sgradito. Possibile che proprio quando si tratta della vita di decine di migliaia di lavoratori non si possa ricorrere a un decreto?".

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