Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica Italia

Augusto Minzolini si è dimesso da Senatore: "Voglio tornare a fare il giornalista"

Le dimissioni presentate dall'ex direttore del Tg1 dovranno comunque essere approvate o respinte dall'aula del Senato. Ha richiesta l'affidamento ai servizi sociali a seguito della condanna, ormai definitiva, a due anni e mezzo di reclusione per peculato

Augusto Minzolini in Senato durante le votazioni emendamenti del DDL sulle Riforme, Roma 24 Luglio 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

"Oggi mi sono dimesso. Sono andato stamattina e ho presentato la lettera alla Presidenza del Senato. Perchè sono una persona seria e non prendo lezioni da altri". Lo ha annunciato il senatore di Forza Italia, Augusto Minzolini, ospite questa mattina a L'Aria che tira su La7. 

Minzolini aveva annunciato le sue dimissioni alla vigilia del voto dell'aula di Palazzo Madama che, a voto segreto, ha impedito la sua decadenza da senatore in applicazione della legge Severino dopo la condanna per peculato per l'utilizzazione della carta di credito aziendale assegnatagli dalla Rai quando era direttore del Tg1

Le dimissioni presentate dall'ex direttore del Tg1 dovranno comunque essere approvate o respinte dall'aula del Senato.

"Io intendo tornare al mio antico amore, il giornalismo" ha detto Augusto Minzolini, senatore dimissionario, poco prima che il tribunale di sorveglianza di Roma esaminasse la richiesta di affidamento ai servizi sociali (presso la comunità di Sant'Egidio) a seguito della condanna, ormai definitiva, a due anni e mezzo di reclusione per peculato continuato.

"Minzolini ogni mese continua a percepire soldi pubblici, circa 17mila euro ogni mese, nonostante sia stato condannato e interdetto sin dal 12 novembre 2015. Il presidente Grasso non perda un minuto di più e calendarizzi subito in Aula la votazione sulle dimissioni", chiede il capogruppo M5S al Senato, Carlo Martelli. "Se tutti i partiti che hanno salvato Minzolini dalla decadenza, come il Pd dei renziani, FI, la Lega di Salvini, dovessero respingere le sue dimissioni, dimostreranno ancora una volta - prosegue - la loro volontà di mantenere Minzolini a Palazzo Madama. Sarebbe un secondo sfregio ai cittadini, dopo la plateale non applicazione della legge Severino in aperta violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, di conseguenza si assumeranno questa gravissima responsabilita' nei confronti dei cittadini e delle istituzioni". 

Da "penna" de La Stampa a direttorissimo del Tg1

Minzolini nel 1977 inizia a lavorare come giornalista all'agenzia di stampa Asca, poi collabora con il settimanale Panorama, ma è negli anni '90 che Paolo Mieli lo assume a La Stampa dove Ezio Mauro lo nomina inviato e Carlo Rossella lo promuove editorialista nel 1997. A lui si deve il "minzolinismo" come forma che che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici non del tutto verificabili che ha reso di fatto Minzolini, per oltre un ventennio, il principe del retroscena politico.

Nel 2009 viene nominato a maggioranza dal CdA Rai direttore del TG1: secondo una rielaborazione dei dati Auditel dopo meno di un anno di direzione di Minzolini avrebbe fatto perdere al TG1 un milione di telespettatori e nell'ottobre 2010, il TG1 di Minzolini è stato diffidato dall'AgCom per "forte squilibrio" a favore della maggioranza e del governo.

Dopo la rimozione dall'incarico nel 2011, Minzolini su richiesta di Silvio Berlusconi si è candidatoalle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 con la lista de Il Popolo della Libertà nella regione Liguria risultando il primo dei non eletti ma il 15 marzo 2013 Minzolini è stato proclamato senatore subentrante grazie alla decisione di Silvio Berlusconi, candidatosi in più regioni, di optare per il seggio della regione Molise. A palazzo Madama colleziona appena il 45.36% delle presenze.

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