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Sabato, 27 Novembre 2021
ECONOMIA

Iva, che batosta: "Siamo i più tartassati d'Europa"

In quarant'anni di storia, l'Iva è già aumentata otto volte: dal 12% del 1973 al 21% di oggi. E dal primo ottobre altro ritocco all'insù. "Siamo i più tartassati d'Europa"

ROMA - Se sulla questione Imu c'è da sorridere, si fa per dire, sul "campo" Iva non si può che piangere. Mentre il governo cancella la tassa sulla casa e la sostituisce con una "service tax", infatti, il primo ottobre scatterà il tanto temuto aumento dell'imposta sul valore aggiunto. Un altro punto percentuale che andrà ad aggiungersi all'aliquota in vigore attualmente: il 21%. 

Imu e "service tax": che pasticcio

Così se fra Imu e "service tax" non è ancora chiaro chi pagherà e quanto, il capitolo Iva sembra già essere chiuso: l'aumento ci sarà. I soldi persi con la "cancellazione" dell'Imu andranno trovati da qualche altra parte. Dove? Il viceministro dell'Economia Stefano Fassina ha lasciato pochi dubbi: il primo ottobre "irrrimediabilmente" aliquota al 22%. 

Quarant'anni di Iva: dal 1973 ad oggi è (quasi) raddoppiata

Un aumento, fa notare la Cgia di Mestre, dal sapore di record. Negli ultimi quarant'anni, cioè dall'introduzione della tassa ad oggi, l'aliquota ordinaria "è variata ben otto volte, raggiungendo il valore massimo del 21%, quello attualmente in vigore". Portando l'Italia a condividere "con Spagna, Olanda e Belgio il gradino più alto del podio dei principali Paesi Ue che applicano l'aliquota Iva più elevata". 

Tar-tassati: via l'Imu, aumenta l'Iva?

E le previsioni per il futuro non sono rosee. Anzi. Con l'aumento previsto per il prossimo mese "siamo destinati a staccare tutti e ad aggiudicarci la palma dei più tartassati da questa imposta tra i paesi dell'Unione europea".

"Senza Imu, aumento Iva irrimediabile"

Nel 1973, rileva la Cgia di Mestre che stila una classifica dei Paesi con i maggiori aumenti, l'aliquota era al 12% e ora si attesta al 21%, con un aumento di ben nove punti. Seguono la Germania, con una variazione di più otto punti, era all'11%, adesso si attesta al 19%, l'Olanda, con un aumento di cinque punti (16% nel 1973, 21% nel 2013), l'Austria e il Belgio, con degli aumenti registrati nel periodo preso in esame rispettivamente del più quattro e del più 3%.

Il governo si arrende all'Iva: "Non ci sono soldi"

Segno opposto, invece, per la Francia che è l'unico Paese preso in considerazione dall'analisi che ha visto diminuire il peso dell'aliquota di questa imposta: se nel 1973 era al 20%, ora si attesta al 19,6%.

"L'aumento colpirà le famiglie più povere e numerose"

"Se è vero che in questi quaranta anni - conclude Bortolussi - abbiamo registrato l'incremento d'aliquota più significativo, è altresì vero che nel 1973 quella applicata in Italia era, ad esclusione della Germania, la più contenuta. Tuttavia, se l'aumento previsto dal prossimo mese di ottobre non verrà scongiurato, i consumatori italiani si troveranno a subire l'aliquota Iva ordinaria più elevata tra tutti i principali Paesi dell'area dell'Euro, con il pericolo che questa decisione penalizzi ancor più la domanda interna che in questi ultimi anni ha subito delle contrazioni pesantissime". 

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