Autonomia, governo bloccato e sull'orlo di una crisi (ma solo di nervi)

Fumata nerissima dopo il vertice di tre ore a Palazzo Chigi. Liti e veti, il governo è bloccato. Sull'autonomia Salvini vuole accelerare: "I 5 stelle fanno muro e si nascondono dietro ai burocrati". Di Maio attacca su Autostrade

Ansa

Stallo totale sulle autonomie: fumata nerissima dopo il vertice di tre ore a Palazzo Chigi, il testo non approderà quindi oggi in Consiglio dei ministri. Il premier Giuseppe Conte e i due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, a quanto apprende l'Adnkronos, si riaggiorneranno in una nuova riunione sul tema mercoledì della prossima settimana. Il confronto verteva anche su altri temi, ma le posizioni tra i due partiti che formano la maggioranza di governo sono discordi anche su rapporto con Ue per evitare la procedura di infrazione e revoca delle concessioni autostradali (la richiesta di revoca delle concessioni ad Autostrade è legata a doppio filo alla vicenda Alitalia).

Autonomia e autostrade, fumata nera e stallo totale

Il Movimento 5 Stelle parrebbe intenzionato a chiedere la revoca della concessione alla società controllata dal gruppo Atlantia. Una posizione nata dopo il drammatico crollo del Ponte Morandi a Genova. La Lega dal canto suo non ci sta, e non intende andare a penalizzare la società a maggioranza Benetton, ritenuto importante in ottica di un eventuale coinvolgimento nella vicenda Alitalia.

Nelle intenzioni del premier Giuseppe Conte la no stop di summit serale e notturna dell'esecutivo (oltre sei ore) avrebbe dovuton consentire di arrivare a definire le questioni in tempo utile per il Consiglio dei ministri di questa sera per il quale i ministri avevano ricevuto preavviso per le 18,30-18,50, in modo da consentire a Conte il decollo alle 21 per il Giappone dove è atteso a Osaka per il G20. Così' non sarà.

"L'autonomia è nel contratto e si farà - dicono fonti M5s riguardo al rinvio del testo che non approderà nel Consiglio dei ministri - . Le riunioni servono per far condividere le cose. Quando si governa in due le cose di fanno in due. Quindi nessun blocco". Il nervosismo però è evidente in casa Lega, secondo cui "sull'Autonomia i 5 stelle fanno muro e si nascondono dietro ai burocrati. Ennesima riunione a vuoto" dicono fonti del Carroccio dopo l'incontro a Palazzo Chigi. "I 5 stelle chiedono tempo e chiedono un incontro il prossimo mercoledì. Nessun nodo risolto. Bloccano qualsiasi iniziativa".

"Nemmeno un centesimo in meno alle regioni del Sud ma meno burocrazia, più efficienza. Dobbiamo superare la resistenza di qualche burocrate di stato" dicono dal Carroccio. Ma per ora l'accordo non c'è.

"Lite e veti, governo bloccato": nuove tensioni Lega-M5s

La paralisi, lo scontro e la nuova forte tensione interna nel Governo M5s-Lega è la norizia d'apertura oggi su molti quotidiani. "Lite e veti, governo bloccato" titola ad esempio il Corriere della Sera, che spiega: "Salvini vuole accelererare sull'autonomia. Di Maio attacca su Autostrade". Una situazione di stallo che difficilmente porterà a una crisi di governo nel cuore dell'estate, ma che dimostra ancora una volta come l'esecutivo in questa fase faccia molta fatica a trovare, su tutti i temi, soluzioni condivise.

Autonomia, le cose da sapere

Mesi fa è iniziato il percorso a ostacoli delle intese con Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna che dovrebbe portare ad attribuire a queste regioni una serie di competenze che incidono sulla vita dei cittadini: dalla scuola alla sanità, dalle casse di risparmio fino alla sicurezza sul lavoro. Il testo finale naturalmente deve essere vagliato dalle Camere che saranno coinvolte in maniera adeguata nell'inter di approvazione, con i modi e i tempi che il Parlamento riterrà opportuno.

La posizione del M5s non è cambiata nel corso dei mesi. Il Movimento 5 stelle ha riconosciuto il valore dell'iniziativa referendaria in Veneto e Lombardia, di fatto mostrando disponibilità a recepire quelle istanze, ma è favorevole a un processo di autonomia soltanto a patto che questo sia solidale e cooperativo". Il rischio secondo il M5s è chiaro: "Il trasferimento di funzioni non può e non deve essere un modo per sbilanciare l'erogazione di servizi essenziali a favore delle regioni più ricche. Insomma, guai alla creazione di un contesto in cui ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B, esito espressamente vietato dalla Costituzione. Su questo, in conclusione, bisogna essere molto chiari".

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Secondo altre voci ancora più critiche, come quella deputata di Leu Rossella Muroni, "è l’inizio del processo di disgregazione dell’unità e della solidarietà nazionali visto che le richieste delle tre regioni porteranno di fatto alla fine del Sistema sanitario nazionale, della scuola e della tutela dell’ambiente come li conosciamo oggi".

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