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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Le riforme

Autonomia differenziata, la Lega forza la mano e provoca: "Gli incapaci non la vogliono"

Il ministro Calderoli annuncia che il provvedimento sarà "in pre Consiglio dei ministri martedì". Il segretario della Lega rilancia: "Che convenga a tutti è nei fatti". I piani dei leghisti trovano resistenze nello stesso governo. Piovono critiche dall'opposizione ma anche da Confindustria

Il tema delle riforme e dell'autonomia differenziata torna al centro del dibattito politico. A insistere sul tema e farne uno dei punti di forza anche in chiave campagna elettorale per le prossime elezioni regionali è la Lega. Il partito di Salvini spera di avere almeno una bozza prima del voto, anche se gli alleati frenano (Frateli d'Italia in primis) e l'opposizione annuncia battaglia. 

Ieri la polemica si è rinfocolata dopo le dichiarazioni del ministro agli Affari regionali e autonomia, Roberto Calderoli. "L'autonomia va in pre Consiglio dei ministri martedì e poi ragionevolmente andrà in Consiglio dei ministri", annuncia intervenendo a un evento elettorale della Lega. "Non me ne frega niente - continua smentendo di usare il tema come "arma" per il consenso - delle elezioni regionali, l'autonomia va al di là delle elezioni regionali. Fontana stravince lo stesso, con i concorrenti che Fontana ha può stare tranquillo".

Accanto a lui il Matteo Salvini che spinge il collega di partito e di governo: per l'autonomia "ha fatto più in 90 giorni Calderoli che qualche chiacchierone o chiacchierona in anni". Salvini insiste e di spinge oltre: "Che convenga a tutti è nei fatti. Gli unici che non la vogliono sono gli amministratori incapaci". 

Ma cosa c'è nei piani della Lega quando si parla di autonomia? La bozza di riforma presentata in Conferenza Stato-Regioni dal ministro Calderoli spinge sul percorso di decentramento di diverse competenze, oggi attribuite alla potestà concorrente tra Stato e territorio. Tra queste: salute, lavoro, ambiente e istruzione. Nel piano di Calderoli le Regioni potranno poi a loro volta trasferire le funzioni agli enti amministrativi più vicini ai cittadini.

Le prime resistenze Calderoli e la Lega le trovano "in casa". Forza Italia e Fratelli d'Italia frenano. Gli azzurri, a porte chiuse, avrebbero detto a Tajani di non avviare alcun dialogo in Consiglio dei ministri. I meloniani nel Lazio e al Sud hanno espresso più che una riserva alla loro leader e premier. Mezzogiorno e Lazio sono grandi bacini elettorali per Fdi e il tema autonomia non è visto con lo stesso favore che al Nord. Il candidato alla Regione Lazio, Francesco Rocca, ha già messo le mani avanti: "Non si penalizzi la nostra Regione".

Oltretutto le pressioni della Lega e le esternazioni "infelici" degli ultimi giorni pare siano sgradite a Meloni. Non ha apprezzato gli annunci di Calderoli che detta il calendario dei lavori con quel "sarà in pre Consiglio e poi in Consiglio". Ancor meno pare abbia gradito le frasi del ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara sugli stipendi da aumentare agli insegnanti su base regionale, con annessa e più che prevedibile polemica. Quindi oltre all'ostentato ottimismo e alle rassicurazioni pronunciate fino a ieri da Salvini sull'unità di intenti nel Governo, c'è altro. E il tem autonomia è uno di quelli su cui nascono frizioni. 

Sulla bozza Calderoli c'è poi la pioggia di critiche esterne. Il presidente di Confindustria si dice disponibile al confronto ma allo stesso tempo attacca duramente: "Non deve essere un tema di divisione del Paese, non possiamo permettercelo". Per Bonomi "Questo Paese non si può dividere: ha problemi urgenti da affrontare". Ha anche elencato alcuni temi "pratici". "Ci sono ambiti di interesse strategico nazionale da preservare (Un esempio: "Il traforo del Monte Bianco. Chi se ne dovrebbe occupare? È un tema della Val d'Aosta o è un tema italiano?). E per rispondere alle mosse di Usa e Cina, per la "vera sfida, quella della competitività del sistema industriale europeo", non si può rispondere "con l'Italia o con un sistema regionale. Abbiamo bisogno di una dimensione almeno europea". Per gli industriali c'è anche un problema di risorse: vanno concentrate sull'eliminazione di "divari che ci portiamo dietro da 160 anni" e che è "impensabile recuperare a invarianza di spese": la proposta è quella di creare un "fondo nazionale di perequazione da monitorare di anno in anno, per vedere se effettivamente stiamo eliminando quei divari". 

"Per dare una mano alla campagna elettorale in Lombardia di Fontana, in chiara difficoltà, Calderoli e la Lega accelerano sull'autonomia differenziata spaccando il Paese in due. Se non vogliono ascoltare l'opposizione del Pd, ascoltino almeno i loro sindaci, i loro presidenti di Regione del Sud, Confindustria, ricercatori e professori universitari tutti concordi nel dire che il progetto di Calderoli mina la coesione nazionale. Noi siamo totalmente contrari a questo progetto scellerato e lo diciamo senza problemi da Venezia a Lampedusa", dice Francesco Boccia.

Anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, dice chiaramente di vedere nella fretta della Lega una mossa elettorale. "Dobbiamo capire - spiega - quale sarà il percorso e la posizione del governo perché da quello che emerge dal dibattito politico non c'è questa grande voglia di velocizzare questo percorso e questo processo, che richiede necessariamente un dibattito più approfondito, non può essere legato a scadenze elettorali ma deve essere un momento di riflessione sulla cosa migliore per il paese e su quello che è il futuro del Paese. Sono decisioni così importanti che non possono essere gestite in maniera affrettata. Quando lo dirà la presidente del Consiglio allora vedremo".

La proposta non piace a tutti i governatori, soprattutto perché non fissa i Lep, i livelli essenziali di prestazioni che dovrebbero essere rispettati in tutto il Paese per ogni materia. 

"Intanto si continua a cambiare bozza, di cambiamento in cambiamento forse siamo arrivati alla quinta bozza", dice Mara Carfagna. "Non sappiamo quale versione arriverà in Consiglio dei ministri - chiarisce - e ho già avuto modo di giudicare l'atteggiamento del ministro Calderoli un po' superficiale su un tema che richiederebbe un po' più di attenzione e di rispetto perché parliamo di diritti dei cittadini, prestazioni da garantire, servizi da assicurare, in una situazione in cui ci sono diseguaglianze enormi. Non solo tra Nord e Sud ma anche tra aree interne e metropolitane. Tra l'altro - sottolinea - anche le dichiarazioni del Ministro Valditara fanno il paio con quelle del ministro Calderoli e diciamo che c'è un quadro che ci preoccupa. Pensiamo che questa destra venga meno ad un principio di coerenza: corrono per attuare un titolo quinto che è stato approvato nel 2001 con il loro voto contrario, sia in Parlamento che al referendum successivo".

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