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Lunedì, 24 Giugno 2024
Sanità

Vietato farmaco: 260 mila italiani rischiano cecità

Messo fuori mercato il medicinale utilizzato fino ad oggi: costava 20 euro per una puntura al mese. Quello 'nuovo' costerà 60 volte di più: 1200 euro a fiala. Ma i due farmaci hanno lo stesso effetto

Fino ad oggi per la cura della maculopatia senile, malattia degenerativa che porta irrimediabilmente alla cecità e colpisce in Italia circa un milione di persone di cui 260 mila risultano affette dalla forma più rapida e devastante, gli oculisti nel 92% dei casi hanno utilizzato un farmaco non specifico, l'Avastin. Il costo: circa 20 euro per una puntura al mese

Ora l'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco, ha introdotto restrizioni all'uso dell'Avastin, non più erogabile per il trattamento della maculopatia senile, in favore di un farmaco, il Lucentis, considerato adatto ma che costa 60 volte di più: circa 1200 euro a fiala

La denuncia arriva dalla Società oftalmologica e dalla Commissione patologie oculari dell'ordine dei medici di Roma: "Solo per il 2013 - spiega il presidente Matteo Piovella - la spesa aggiuntiva prevista è di 600 milioni di euro, l'equivalente dei tagli alla sanità decisi dal Consiglio dei ministri per la legge di stabilità". 

La Società oftalmologia italiana ha più volte ribadito l'equivalenza scientifica dei due farmaci: "Ci sono studi internazionali - aggiunge Piovella - che acclarano l'efficacia e l'assenza di rischi specifici nell'uso intravitreale dell'Avastin, se adeguatamente frazionato e somministrato". 

"Abbiamo calcolato che nella sola regione Lazio - spiega il coordinatore della commissione patologie oculari di Roma, Romolo Appolloni - sono stati eseguiti più di 20 mila trattamenti con Avastin, senza eventi avversi gravi, per una spesa calcolata di circa 400 mila euro. Gli stessi trattamenti se eseguiti con Lucentis avrebbero comportato una spesa di circa 24 milioni di euro". 

La società Oftalmologica chiede dunque al ministero della Salute "di intervenire con decreto d'urgenza per garantire l'accesso ad una terapia utilizzata normalmente e senza conseguenze da milioni di pazienti in tutto il mondo compresi gli Stati Uniti".  Altrimenti gli oculisti italiani sono pronti alla disobbedienza etica per continuare la somministrazione dell'Avastin in pazienti affetti da maculopatia. 

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