"Se il Movimento è questo abbiamo tradito": Barbara Lezzi contro di Maio, bagarre nei 5 Stelle

Il patto con il Pd sui sindaci proposto dall'ex capo politico apre lo scontro interno nel partito. Lo sfogo della senatrice su fb: "Gli errori commessi non hanno insegnato niente"

Il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio il 29 luglio 2020. ANSA/ANGELO CARCONI

Il patto con il Pd proposto da Di Maio va di traverso a Barbara Lezzi. L’ex ministra del Sud interviene a gamba tesa nel dibattito sull’allenza con i dem anche nei comuni. Il casus belli nasce da un’intervista di Di Maio al Fatto Quotidiano in cui, in nome del realismo, il penstatellato propone un accordo con il Pd sui sindaci. Perché, ha spiegato Di Maio, "da soli non si vince". "Io voglio favorire la nascita di una generazione di amministratori del M5S che sappiano governare anche in coalizione - ha detto il ministro degli Esteri -, e allora serve un tavolo nazionale con il Pd per ragionare sulle Comunali del 2021". "Attualmente non governiamo in nessuna Regione e abbiamo l'1 per cento dei sindaci". "Se vogliamo fare un salto - ha argomentato Di Maio - non dobbiamo candidato più scandalizzarci se avremo dieci liste a sostegno di un nostro". 

L'attacco di Lezzi a Di Maio: "Se il M5s è questo abbiamo tradito"

Parole che hanno provocato la risposta stizzita di Barbara Lezzi, che su facebook scrive: "Gli errori di valutazione commessi ai tempi del Conte I durante il quale si sprecarono gli attestati di stima, fiducia ed amicizia per Salvini, hanno insegnato poco o niente. Forse semplicemente perché è preferibile assecondare il potere per prendersene un pezzetto per sé".

Un attacco durissimo quello della Lezzi che non usa certo perifrasi per arrivare al punto: "Ci si sente realizzati ad avere in rubrica i numeri di telefono di quelli che 'contano’, che siano gli uni o gli altri poco importa. L'ambizione è ridotta all'orizzonte di una scrivania e la lezioncina di politica si ferma nei confini pomiglianesi".  E ancora: "Sarà che non faccio parte del club dei ‘tutti pazzi per Mario Draghi’ ma se questo deve essere il M5S, quello raccontato oggi da Di Maio, possiamo tranquillamente dire che fino ad ora abbiamo scherzato, giocato o forse tradito".  

Castelli sta con Di Maio: "Esprime la volontà della base"

Insomma, all’ex vicepremier viene rimproverato il suo rapporto con il potere, un’adesione alle ragioni della realpolitik  vista dalla Lezzi (e non solo dalla Lezzi) come un tradimento degli ideali del M5s. Si schiera con Di Maio invece il Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli, che sui social sottolinea come l'ex capo politico porti avanti una posizione "su cui gli iscritti sono già espressi" e dunque "esprime una volontà della base". 

"Ora serve un dibattito anche a livello territoriale, con quelle forze politiche che con noi vogliono portare avanti una visione di Paese, replicando un modello che sta funzionando". "Per questo - argomenta Castelli -  serve un tavolo nazionale, per metterci nelle condizioni di essere pronti per le elezioni amministrative del 2021, pronti a far nascere una nuova generazione di amministratori del MoVimento. Abbiamo sfide troppo importanti davanti a noi e un'Italia da far ripartire a tutti i livelli''.

Verso un'alleanza stabile Pd-M5s, ma per le Regionali il tempo è scaduto

Ma l’apertura di Di Maio sarà raccolta dai dem? Ieri un dirigente di spicco del partito come Goffredo Bettini ha detto a chiare lettere che per le regionali (eccezion fatta per la Liguria dove l'intesa c'è stata) il tempo è scaduto: "Siamo fuori tempo massimo per un’allenza con il M5s". Per le comunali però il discorso è diverso. E del resto non è un segreto che da tempo a Largo del Nazareno si stia lavorando ad un accordo stabile con i pentastellati. Un accordo che però, solo pochi giorni fa, era stato osteggiato dallo stesso Vito Crimi che sul tema aveva tagliato corto: "Dove abbiamo fatto opposizione fino a ieri è difficile immaginare un percorso insieme". 

Le parole di Di Maio arrivano dunque "a fagiuolo", almeno per chi nei dem aspettava da tempo una svolta in casa 5 Stelle. "Non è affatto un danno per il Pd allearsi con il M5S - ha chiosato Bettini parlando del dibattito interno al partito -, abbiamo un'alleanza a livello nazionale, ma dove è possibile si doveva fare. Penso ci sia un errore del M5S che è un partito composito che ha dentro tante anime, quindi mi dispiace quando si ideologizza 'mai con i 5 stelle'. Quelli che dicono basta con i 5 stelle non propongono nulla, si aprirebbe una crisi oggi come oggi".

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