Mercoledì, 22 Settembre 2021
Caso Belsito

Le reazioni al caso Belsito. Maroni: "Occasione per fare pulizia"

Da una parte i maroniani. Dall'altra i bossiani. Sullo sfondo dell'inchiesta sul tesoriere leghista, la solidarietà del Pdl e gli attacchi, dalla sinistra per arrivare ai finiani

In casa Lega, la reazione più dura a quello che ormai possiamo chiamare "Caso Belsito" arriva da Roberto Maroni. "E' il momento di cogliere questa occasione per fare pulizia". Proprio così. L'ex ministro dell'Interno parla di "occasione". In fondo, lui è stato tra i primi, non appena venute allo scoperto le strane operazioni fatte dal tesoriere leghista in Tanziana e Cipro, a chiedere le dimissioni di Belsito.

Maroni: "Fare pulizia" - E' un Maroni arrabbiatissimo che non perde l'occasione per attaccare il 'Cerchio magico' di Umbero Bossi quello che all'università Cattolica di Milano in occasione di un incontro organizzato dal Movimento universitario padano (Mup) chiede a Belsito di "fare immediatamente un passo indietro da amministratore" e che la Lega nomini "un amministratore di cui tutti abbiamo fiducia". Maroni, poi, ricorda come per lui questa su Belsito è una non notizia "iniziata tempo fa, con indiscrezioni su operazioni diciamo strane, ed è una conseguenza molto negativa su cui non si è fatta sufficiente chiarezza. Abbiamo anche chiesto in consiglio federale che si portasse o i conti e che Belsito facesse chiarezza. Così non è stato e si è arrivati alla situazione di oggi". Per Maroni è quindi, "arrivato il momento di cogliere questa occasione per fare pulizia. Queste cose fanno male alla Lega e ai suoi militanti. E' il momento di fare un'operazione di trasparenza e mettere le persone giuste al posto giusto". Quanto al voto, "per Maroni questa inchiesta "avrà ripercussioni negative". Per questo "se qualcuno ha sbagliato dovrà risponderne". 

Rixi: "Dimissioni o ritiro candidatura" - E' un Edoardo Rixi, candidato sindaco della Lega a Genova, letteralmente infuriato quello che avverte: "Attendo la fine del vertice in via Bellerio per vedere quali provvedimenti vengono presi. Ma se non ci saranno le dimissioni, mi consulterò con i candidati della nostra lista per decidere se è il caso di andare avanti" precisando che "avevo già preso le distanze da Belsito quando era emersa la vicenda dei fondi in Tanzania". 

Salvini: "Nulla da nascondere" - Da parte 'bossiana' si cerca di rimediare all'errore imputato da Maroni ai vertici del partito. Sceglie la strada dell'ironia l'eurodeputato leghista Matteo Salvini che ai microfoni di Radio Padana spiega che "c'è stata un gentile visita della Guardia di Finanza proprio mentre migliaia di nostri militanti stavano depositando le liste per le amministrative". Salvini spiega di "non credere ai complotti" anche se "qualche dubbio di accanimento" la perquisizione nei locali di via Bellerio "la fa venire". Quindi, torna ironico: "Sono venuti, hanno acquisito documenti, ora speriamo che ci dicano presto se c'è qualcosa che non va, anche perchè noi qui in radio abbiamo nascosto armi e droga…". 

Farina (Pdl): "Solidarietà alla Lega Nord" - Dal Pdl, per voce del deputato Renato Farina, arriva invece solidarietà alla Lega Nord contro "l'invasione manu militari" della sede di via Bellerio: "Un conto è perseguire reati, un conto invadere la sede di un partito". Quindi l'attacco al pm Woodcock: " Con un gesto esibizionistico e arrogante il pm Woodcock ha guidato l'assalto. Tutta la solidarietà alla Lega, che vuole essere anche solidarietà al principio della sovranità popolare, che secondo costituzione passa attraverso i partiti".

Di Biagio (Fli): "Da cerchio magico a cerchio tragico" - "Fa bene Maroni a chiedere pulizia all'interno del suo partito e le dimissioni dei responsabili di quello che da un 'cerchio magicò si è trasformato in un 'cerchio tragicò. Ma a questo punto non rimane che constatare che l'unica bandiera issata all'insegna della lotta all'illegalità, alla mafia e alla corruzione è quella di Futuro e Libertà". Lo dichiara in una nota il responsabile Sicurezza di Fli, Aldo Di Biagio. "In tutti questi anni, infatti la Lega non ha risparmiato critiche e non ha esitato a denunciare il malaffare che, a suo dire, imperversa nel mondo della politica. Le notizie che arrivano da via Bellerio, però, delineano uno scenario sconcertante e, se confermate, rendono evidente come la Lega non sia immune da scandali e da oscuri traffici su cui stanno indagando ben tre Procure della Repubblica. La giustizia faccia il suo corso e chiarisca ogni responsabilità".

Ferrero (Prc): "Ladroni a casa nostra" - "Suggeriamo alla Lega di modificare i suoi famigerati slogan, adottando il più consono: Ladroni a casa nostra". Lo scrive in una nota Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista/Federazione della Sinistra sottolineando che ormai "i leghisti indagati non si contano più: è sempre più evidente che non ci troviamo dinnanzi a singoli atti ma ad un sistema di potere con significative superfici di contatto con l'illegalità. In questo quadro - aggiunge Ferrero - risulta patetico il tentativo di Maroni di chiamarsi fuori: ma dov'era lui in questi anni? Il punto vero è il fallimento del progetto politico del Carroccio e la presa in giro che la Lega ha fatto della buona fede dei suoi elettori. Gli elettori chiedevano un cambiamento e la Lega ha riprodotto le stesse pratiche che diceva di voler combattere. Per questo si tratta sì di fare pulizia, nell'unico modo possibile in democrazia e cioè attraverso nuove elezioni, a partire dalla Regione Lombardia". 

Belisario (Idv): "Altro che Roma ladrona…" - "Altro che Roma ladrona! Alla fine i nodi vengono sempre al pettine. La Lega che si è sempre messa sul piedistallo dell'intergrità morale, adesso si ritrova nei guai fino al collo con il tesoriere Francesco Belsito, Stefano Bonet e Paolo Scala indagati per appropriazione indebita aggravata, riciclaggio e truffa ai danni dello Stato". Lo dichiara Felice Belisario, Presidente dei Senatori dell'Italia dei Valori, che aggiunge: "Se è vero che le truffe si spingono fino alla Tanzania, allora è chiaro: non si tratta più di poche mele marce, ma di un sistema diffuso". Per questo - prosegue - l'Italia dei Valori ha da tempo presentato delle proposte contro la malapolitica per imporre regole di trasparenza e garantire il rispetto della legalità. I partiti devono essere case di vetro e la gestione deve essere ancora più trasparente, affidata a persone dalle mani pulite. Nei prossimi giorni l'IdV depositerà i quesiti del referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti, affinchè non ci siano altri casi Lusi o Belsito che gettano discredito sulle Istituzioni".

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