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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica Italia

Roberto Benigni va con Renzi: "Il 4 dicembre al Referendum voterò sì"

"La vittoria del no sarebbe peggio della Brexit". Il premio Oscar Roberto Benigni sfida le critiche e appoggia la Riforma Boschi che rivoluziona il Parlamento, ma interrogato dalla Iena Dino Giarrusso tergiversa sui punti critici delle nuove norme

"La vittoria del no al referendum costituzionale sarebbe peggio della Brexit, per questa ragione "è indispensabile che vinca il sì". Roberto Benigni si schiera a favore della riforma voluta dal governo Renzi in una intervista, tra il serio e il faceto, a "Le Iene". "Se vince il no il giorno dopo ti immagini? Il morale va a terra - sostiene il premio Oscar - I costituenti stessi hanno auspicato di riformarla la seconda parte, poi c'è la maniera di migliorarla ma se non si parte... Non è come qualcuno dice la riformeremo dopo. No, non accadrà mai più. Poi, certo, ci sono da rivedere alcune cose".

Il comico toscano, che in passato aveva definito quella italiana come la ‘Costituzione più bella del mondo‘, ha ricevuto negli ultimi mesi numerose critiche per aver in qualche modo approvato la riforma Boschi: la più severa quella di Dario Fo, con il premio Nobel che rinfacciava a Benigni di aver tradito se stesso.

Renzi - Benigni, un'amicizia di lunga data

La ‘iena’ Dino Giarrusso ha incontrato Roberto Benigni a Camogli, vicino Genova. Il premio Oscar per La Vita è Bella ha esordito spiegando che in ogni caso, a prescindere dall’esito della consultazione di dicembre, la Costituzione della Repubblica Italiana resterà ‘la più bella del mondo’ perché i 12 principi fondamentali, che corrispondono ai primi 12 articoli, sono inviolabili e intoccabili e nessun referendum potrà mai cambiarli, così come la parte prima che riguarda i ‘Diritti e Doveri dei cittadini’. Per la seconda parte, però, già i costituenti auspicavano un miglioramento". Il comico ha specificato che in futuro "alcune cose sono da rivedere, ma se non si parte adesso non si farà mai più".

Sollecitato dalle domande di Giarrusso non ha mai fornito risposte chiare e nette sui punti critici della nuova riforma, pronunciando però spesso la parola ‘perfettibile‘, dando l’impressione di non avere una risposta chiara ed efficace. 

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