Benzina alle stelle, consumi a terra

Bastano due studi presentati da consumatori e Confcommercio a far capire il prezzo della crisi. Benzina oltre 1,9 euro al litro e crollo dei consumi

Da un lato Federconsumatori e Adusbef sul caro benzina. Dall'altro Confcommercio sui consumi. Il quadro che emerge dai due studi è drammatico e i sacrifici "destinati a durare per sempre".

Consumatori sul caro benzina - Mentre il prezzo della benzina ha ormai sforato quota 1,9 euro al litro, Federconsumatori e Adusbef spiegano come, proprio grazie a questi aumenti, lo Stato incasserà 9,8 miliardi di euro all'anno. Il tutto considerando il rialzo di accise e iva su benzina e gasolio. Secondo le stime, infatti, le tasse pesano sul 58% del prezzo: oltre un euro su un litro di verde. "Se scatterà un ulteriore aumento dell'Iva - denuncia Rosario Trefiletti di Federconsumatori - il problema assumerà dimensioni mostruose: in Italia abbiamo i costi della benzina più alti d'Europa. Per frenare l'impennata dei prezzi, l'Antitrust, tramite il presidente Giovanni Pitruzzella, propone dai microfoni di Radio Anch'io di creare "un sito dove vengano inseriti quotidianamente tutti i prezzi della benzina praticati alla pompa, divisi per zone, in modo da consentire al consumatore di individuare il prezzo più basso richiesto vicino casa".

Confcommercio: consumi al livello del 1998 - Nel 2012 è atteso un calo del Pil dell'1,3%. Lo stima Confcommercio mostrando, nel suo studio presentato oggi a Cernobbio, che l'Italia ha fatto un salto indietro di 14 anni. "I consumi oggi sono ai livelli del 1998 e il Pil ai livelli del 1999". Solo nel 2014 si tornerà a crescere dello 0,9%. Analizzando il periodo 2000-2013, l'Italia ha perso in termini di Pil reale pro-capite il 9% rispetto alla Germania, l'11% rispetto alla Francia, il 18% rispetto al Regno Unito e addirittura il 22% rispetto alla Spagna.

Fiscal compact colpo mortale - Guardando alle misure anticrisi europee, Confcommercio giudica l'accordo fiscale firmato in Europa che vincola al pareggio di bilancio e a un percorso di riduzione del rapporto tra debito e prodotto interno lordo, "perfettamente compatibile con un progressivo impoverimento degli italiani". Risultato: se dopo il triennio 2011-2013 non ci saranno cambiamenti, si rischia "che i sacrifici siano per sempre".

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Pressione fiscale italiana maggiore al mondo - "In Europa la pressione fiscale è oggi mediamente inferiore al valore della fine degli anni '90. In Italia è superiore e si appresta a raggiungere, quest'anno, i massimi di sempre: il 45% del Pil. Se poi si elimina dal Pil la quota di sommerso, la pressione fiscale legale, cioè quella gravante sui contribuenti in regola, raggiunge per l'Italia il 55%, portando il Paese al numero uno della classifica europea, quindi mondiale". 

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