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Sabato, 4 Dicembre 2021
Immigrazione

Grillo sconfessa i suoi sul reato di clandestinità

Il leader del Movimento Cinque Stelle e il cofondatore Casaleggio contro i parlamentari che hanno presentato in Senato l'emendamento contro il reato di clandestinità, approvato in commissione con il sì del governo e il voto di Pd e Sel

ROMA - C'è confusione tra i grillini. Confusione e prese di posizione che minano l'unità del Movimento. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, infatti, sconfessano i senatori del M5S che mercoledì hanno presentato, facendolo approvare, un emendamento in Senato per l’abolizione del reato di clandestinità e il superamento della Bossi-Fini.

"La loro posizione in Commissione è del tutto personale, non faceva parte del programma. Non siamo d’accordo sia nel metodo e nel merito", scrivono i due in un post a doppia firma sul blog.

Secondo il leader e il guru 5 Stelle nessun "portavoce può arrogarsi una decisione così importante senza consultarsi", anche perché "se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità l’M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico".

E quindi questo emendamento altro non è che "un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia". La bocciatura su tutta la linea, da entrambi i capi del Movimento, è netta: "Il M5S - ricordano Grillo e Casaleggio - non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico".

"Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma - avvertono - non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità".

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