Giovedì, 13 Maggio 2021

Coronavirus, come sta Berlusconi? C'è ottimismo, ecco perché

''Condizioni stabili, decorso regolare'': queste le parole usate da Zangrillo nell'ultimo bollettino medico relativo alle condizioni dell'ex premier

Silvio Berlusconi (FOTO ANSA)

Alberto Zangrillo, responsabile dell'Unità Operativa di Terapia Intensiva generale e Cardiovascolare dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, ha diramato l'ultimo bollettino sulle condizioni di salute di Silvio Berlusconi, che giovedì scorso è risultato positivo al coronavirus. Ma quindi, come sta il leader di Forza Italia? Secondo il bollettino medico ''le condizioni cliniche del paziente Silvio Berlusconi permangono stabili".

"Il quadro respiratorio e clinico conferma un decorso regolare e atteso, che induce quindi a un cauto ma ragionevole ottimismo'', ha concluso Zangrillo, che già in mattinata aveva fornito notizie incoraggianti sulle condizioni dell'ex premier: ''Respira da solo, non è intubato. Ha  bisogno di stare a riposo''.

Coronavirus, Blasi: ''Meno rischi se Covid viene curata subito''

''Nella Covid-19 la fase infiammatoria oltre che infettiva è molto importante, e se presa in tempi rapidi ha un esito migliore": a spiegarlo è Francesco Blasi, direttore del Dipartimento di Medicina interna e della Uoc di Pneumologia del Policlinico di Milano, e past president della Società italiana di pneumologia, sentito dall'Adnkronos Salute, dopo la positività a Covid-19 del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano, con un principio di polmonite bilaterale. 

Sulle condizioni dell'ex premier, Blasi aggiunge: "Da quello che ho letto, Berlusconi non è in questo momento ventilato, né invasivamente né non invasivamente" e ciò "abbassa sicuramente i rischi". Inoltre "ci attendiamo che le terapie che abbiamo a disposizione funzionino nel prevenire l'ulteriore sviluppo della malattia, fermo restando ovviamente che ognuno risponde in maniera diversa ai farmaci e che bisogna vedere qual è la carica virale che ha infettato, così come altri parametri di cui però non sono a conoscenza".

"Abbiamo imparato moltissimo sulla gestione di Covid-19: sappiamo cioè che è importante scoagulare il paziente, utilizzare il cortisone, abbiamo un farmaco antivirale come il remdesivir che non è altamente efficace ma che ci aiuta, quindi - riferisce lo pneumologo, che nel suo reparto ha curato circa 250 pazienti Covid tra febbraio e maggio - siamo in una situazione un po' diversa da quella di marzo-aprile. Abbiamo delle armi che possono aiutarci, e abbiamo imparato a conoscere la malattia. Dunque l'attesa di tutti è una mortalità più bassa nel prossimo futuro", conclude.

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