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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Politica

Stop in Parlamento, Berlusconi frena i suoi: "Il governo non cade"

Crisi di governo a un passo dopo la decisione della Cassazione di anticipare al 30 luglio la sentenza sul processo Mediaset che vede imputato Silvio Berlusconi. Ma il Cavaliere dice "no"

ROMA - L'accelerazione della Cassazione sul processo Mediaset, che ha fissato l'udienza per Silvio Berlusconi al 30 luglio, provoca un terremoto nella maggioranza e minaccia, per la prima volta, la tenuta del governo. Non ci sarà una crisi, però. Almeno per il momento.

Silvio Berlusconi, infatti, nel vertice di questa notte a Palazzo Grazioli fra falchi e colombe del Pdl, avrebbe dato indicazioni di "non far cadere l'esecutivo" almeno per ora. Diverse le ricostruzioni: secondo la Repubblica, il Cavaliere pensa a "una leggina" per far rinviare la sentenza. Ma di fronte ai tempi strettissimi con il 30 luglio alle porte, starebbe anche pensando di limitare i danni: lasciare in vita il governo Letta e considerarlo l'ultimo baluardo per conservare un ruolo nell'esecutivo, sperando intanto in un'assoluzione. Sempre secondo Repubblica, Berlusconi avrebbe anche incaricato Letta (Gianni) di "compiere un ultimo tentativo per incidere sul verdetto di Cassazione".

IMU E IVA COME BANCO DI PROVA - Per Il Messaggero, dal vertice notturno Berlusconi è uscito ribadendo di non volere strappi nella maggioranza ma sostenendo che "Imu e Iva costituiranno un banco di prova importante". E poi ci sono anche le voci del Pdl che profilano altri scenari di allarme: "Se tiriamo troppo la corda rischiamo si dimetta Napolitano", "attenti che il Pd fa un altro governo con i grillini e modifica il Porcellum".

IL PUNTO: IL PDL BLOCCA IL PARLAMENTO (CON L'OK DEL PD)

La giornata di ieri si era aperta sotto i peggiori auspici, con le urla del Pdl che minacciavano la crisi di governo e l'ipotesi di bloccare per protesta i lavori parlamentari per tre giorni. La decisione della Cassazione di pronunciarsi già il 30 luglio sulla sentenza Mediaset e su Silvio Berlusconi ha rischiato stavolta di mettere davvero in discussione il difficile equilibrio della strana maggioranza. Ragion per cui il presidente della Repubblica ha voluto incontrare direttamente e immediatamente il presidente del Consiglio per essere informato "sugli sviluppi della situazione politica".

SCOPPIA LA RISSA IN PARLAMENTO: GUARDA IL VIDEO

VINCE LA LINEA MORBIDA - Ma alla fine del colloquio pare che i timori e le preoccupazioni si siano attenuati visto che la giornata, a detta di entrambi, si è chiusa meglio di come era iniziata: lo stop alle Camere infatti si è ridotto da tre giorni a qualche ora e il Pdl affronterà ora la sua discussione interna. Da palazzo Chigi quindi si tende a sdrammatizzare l'accaduto e a far notare che è stata una giornata di lavoro come altre. "Certe cose non possono essere accettate", è il messaggio che il premier Letta ha mandato attraverso Franceschini, perché rischiano di portare su strade non percorribili il governo e la legislatura. "Sapete bene - avrebbe sostenuto il premier, che c'è un limite che non si può oltrepassare": questo limite è la chiara distinzione tra le vicende giudiziarie e l'attività del governo e del Parlamento.

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