Giovedì, 24 Giugno 2021
politica estera / Ucraina

"Silvio, qui non entri": l'Ucraina bandisce Berlusconi per tre anni

Dopo la visita in Crimea con Putin, il Consiglio nazionale per la sicurezza ucraino ha deciso di vietare l'ingresso nel Paese per tre anni al leader di Forza Italia. Nella blacklist ucraina ci sono anche 34 giornalisti stranieri

ROMA - "Questa visita nella Crimea occupata è un tentativo della Russia di legittimare a ogni costo l'occupazione illegale e la dimostrazione del mancato rispetto verso la sovranità statale dell'Ucraina", aveva denunciato nei giorni scorsi il ministero degli Esteri ucraino. Dalle dichiarazioni ai fatti il passo è stato breve, perché oggi il Consiglio nazionale per la sicurezza ucraino ha vietato l'ingresso nel Paese per tre anni a Silvio Berlusconi.

La decisione è stata presa in seguito alla visita in Crimea, non concordata con Kiev, che il leader di Forza Italia ha compiuto nella regione occupata dall’esercito di Mosca dal marzo 2014 insieme al presidente russo Vladimir Putin. La decisione del servizio di sicurezza dell’Ucraina è stata presa per motivi di sicurezza. La visita di Berlusconi nella penisola sul Mar Nero, avvenuta lo scorso 11 e 12 settembre ufficialmente per commemorare le vittime italiane della guerra di Crimea, è stata la prima di un ex capo di governo di uno Stato dell’Unione europea dopo l’annessione da parte di Mosca, che ha provocato il primo piano di sanzioni occidentali contro la Federazione russa.

LA BLACKLIST UCRAINA - Ci sono anche 34 giornalisti stranieri, di cui tre della Bbc (compreso il corrispondente da Mosca), tra le persone finite nella nuova blacklist ucraina. I giornalisti banditi per un anno provengono, oltre che dalla Russia, da Bulgaria, Estonia, Germania, Ungheria, Israele, Kazakhstan, Lettonia, Macedonia, Moldova, Polonia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna. Sanzioni anche per sette blogger. Un'inclusione, quella dei giornalisti, che Mosca definisce "inaccettabile".

Immediata la reazione della Bbc che parla di "vergognoso attacco alla libertà dei media". A ruota, la Commissione europea esprime preoccupazione per la decisione dell'Ucraina: "Come prima valutazione sono sorpreso e preoccupato, e ne discuterò certamente, quando avremo esaminato il tema con i colleghi ucraini. Non direi che questa decisione possa definirsi nello spirito europeo", ha detto il commissario europeo per l'allargamento e la politica di vicinato Johannes Hahn.

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